Ancora intercettazioni: nove parlamentari nel mirino di Woodcock

La procura di Potenza chiederà l’autorizzazione alle Camere per l’inchiesta sulla sanità lucana. Mastella: «Nessun timore»

da Milano

Questa volta Clemente Mastella, il cui nome capeggia una lista di ben nove parlamentari intercettati in un’inchiesta per corruzione, sceglie la linea soft. Anche troppo. Niente fuochi e fiamme o minacce di ispezioni e di trasferimenti come nel caso del pm di Catanzaro De Magistris, ma piena disponibilità a scoprire le carte in mano all’inossidabile magistrato di Potenza Henry John Woodcock, intenzionatissimo a battezzare il 2008 con una scala reale. Sì perché nove parlamentari, pescati quasi in tutto l’emiciclo e con più di un pezzo da novanta, non sono davvero pochi per un’indagine che riguarda presunti illeciti nella sanità lucana. Oltre al guardasigilli, si spazia dal sottosegretario diessino allo sviluppo economico Filippo Bubbico, ai deputati Salvatore Margiotta (Margherita), Mauro Fabris (Udeur) e Paolo Del Mese (Udeur), ai senatori Antonio Boccia (Margherita), Emilio Nicola Buccico (An), Giancarlo Pittelli (Forza Italia) e Stefano Cusumano (Udeur).
Tutte le intercettazioni telefoniche - che risalgono al primo trimestre dello scorso anno - sarebbero «indirette», dal momento che i telefoni sotto controllo erano quelli degli interlocutori dei parlamentari. Mastella, dicevamo, stavolta è tranquillissimo e offre l’altra guancia: «Sarò io stesso - dice - a chiedere che venga autorizzata dalle Camere la richiesta di Woodcock a utilizzare le intercettazioni che del tutto indirettamente riguardano alcune conversazioni con parlamentari dell’Udeur. E questo anche se l’ampia divulgazione che i media fanno dei contenuti delle telefonate, in questo come in altri casi, la rende praticamente inutile». Il ministro, per altro, non tralascia una stoccata sull’annoso problema della fuga di notizie: «Anche stavolta parliamo di conversazioni cristalline e alla luce del sole - conclude Mastella - e nessuno ha il diritto di strumentalizzare situazioni che nulla di rilevante hanno da nessun punto di vista. Ma trovo ugualmente incredibile come ogni mia conversazione non passi inosservata e venga resa pubblica assumendo un clamore che supera miliardi di volte ogni considerazione legata ai dati di realtà».
E veniamo a Woodcock. La sua attenzione è particolarmente rivolta ad alcune conversazioni che, seppur «indirette», avrebbero rilevanza per l’inchiesta, e sul loro utilizzo il pm ha già chiesto al gip Gerardina Romaniello di inoltrare richiesta di autorizzazione al Parlamento. Tra gli interlocutori dei deputati e dei senatori «ascoltati» dagli investigatori, vi sono diversi esponenti del mondo politico lucano, come il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, l’attuale assessore regionale alla sanità ed ex senatore dell’Udeur Antonio Potenza, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro e il direttore generale della Asl del potentino Attilio Nunziata.
In particolare, nei giorni scorsi era trapelato il contenuto di una telefonata, risalente al marzo scorso, tra Mastella e De Filippo, nella quale il ministro chiedeva al governatore lucano le dimissioni di Cannizzaro dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera San Carlo, in seguito al coinvolgimento della moglie di quest’ultimo - il magistrato Felicia Genovese - nell’inchiesta giudiziaria «toghe lucane», condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris.
In altre intercettazioni telefoniche emergono una richiesta di intervento fatta ad un senatore presso una non meglio precisata «commissione di vigilanza» e colloqui finalizzati all’assegnazione di alcuni incarichi pubblici, alle nomine di alcuni commissari e subcommissari in enti pubblici e in alcune fondazioni, e sollecitazioni per la «sistemazione» di alcuni disoccupati.