Ancora nullo il voto per la nomina dei giudici Pericu rinviato a giugno

Ancora per un po’ - cioè, almeno fino ai giorni seguenti il referendum abrogativo di alcuni articoli della legge sulla fecondazione assistita, in programma il 12 e 13 giugno prossimi - Giuseppe Pericu resterà, a tutti gli effetti, sindaco di Genova: è questo l’effetto sostanziale, per quanto riguarda il capoluogo della Liguria, della votazione di ieri (la nona) a Camere unite per l’elezione dei due giudici costituzionali mancanti. Nella seduta dei due rami del parlamento, infatti, è venuto a mancare ancora una volta il numero legale, e la convocazione si è rivelata un nulla di fatto, come ha confermato nell’annuncio ufficiale in aula il vicepresidente della Camera, Alfredo Biondi, di cui proprio ieri sono risalite le quotazioni. Pericu era stato indicato come uno dei più probabili candidati a giudice della Corte costituzionale, in quota centrosinistra, in particolare dopo il ritiro della candidatura del diessino Luciano Violante che si era detto non più disponibile nella prospettiva di evitare il braccio di ferro con il centrodestra. I parlamentari della Casa delle libertà, comunque, ieri hanno votato scheda bianca. Un altro parlamentare, Roberto Giachetti, esponente dei Dl, se la prende con il gioco dei veti incrociati. Spiega che andrà a votare, nonostante l'indicazione del suo gruppo a disertare l'urna per protesta contro «i metodi della Cdl che hanno indicato un candidato tecnico a meno di 24 ore dal voto», e annuncia uno sciopero della fame. «Comincerò lo sciopero della fame - spiega Giachetti - per ottenere che siano votati subito i due giudici e per far sì che la Giunta per il Regolamento voti la mia proposta di imporre alle Camere, quando si tratta di elezioni con maggioranze qualificate, di riunirsi continuativamente come seggio elettorale» fino al perseguimento del risultato. Quella di ieri è stata la nona seduta comune del Parlamento andata a vuoto per nominare i due giudici che devono sostituire Valerio Onida e Carlo Mezzanotte. I Presidenti delle Camere avevano convocato da dicembre i parlamentari, ma l'esito è sempre stato negativo. Come lo è stato quelle delle successive sei sedute, dal 19 gennaio ad oggi. La prossima seduta potrebbe slittare a dopo i referendum, dato che i lavori parlamentari saranno sospesi dal 2 giugno proprio in vista della consultazione popolare. Ma da allora in poi, si procederà con votazioni a oltranza. Nel frattempo, i deputati del centrosinistra Antonio Maccanico e Roberto Zaccaria chiedono «rose» di candidati. E questo potrebbe riaprire i giochi a favore di Pericu.