Ancora polemica sull’indulto La Lega: tornati in cella 1.148

Il Pg di Perugia rinuncia al ricorso sul caso Chiatti. E il Pdci accusa: nessuno pagherà per le morti dell’amianto

da Roma

Si fa presto a dire indulto. Il provvedimento di clemenza votato da due terzi del Parlamento su proposta del ministro guardasigilli Clemente Mastella continua a far discutere, e continuano a presentarsi casi di difficile (o scandalosa) applicazione. Per esempio, quello di un emigrato calabrese, estradato in Germania per scontare un residuo di pena di 2 anni e 5 mesi, al quale è stato negato l’indulto dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro.
Il deputato della Margherita, Franco Laratta, ha annunciato un’interrogazione al ministro, nella quale chiede «perché a quest’uomo condannato per piccoli reati commessi all’estero, che ha già scontato tre anni e sette mesi di reclusione, viene negato il diritto allo sconto della pena che invece ad altri, come Silvia Baraldini, accusata di terrorismo negli Stati Uniti, è stato invece concesso?».
I senatori della Lega hanno ricordato che sono già 1.148 i detenuti nuovamente arrestati dopo essere usciti dal carcere «per colpa di questo scatafascio» dell'indulto (un altro ex detenuto, colto a fare uno scippo a un turista, anche ieri nella periferia di Napoli).
Mentre Gussoni «ha fatto solo 6 anni di galera per omicidio - hanno affermato i senatori leghisti -, ad Ancona un poveraccio ha avuto otto udienze preliminari per aver rubato un euro. Ma che Stato è questo se la gente perbene viene continuamente vessata e i delinquenti premiati addirittura con fondi stanziati apposta per loro?».
Altro aspetto controverso è tornato a sollevare ieri il senatore del Pdci, Dino Tibaldi, a proposito della mancata esclusione degli «omicidi bianchi» dalla concessione dell'indulto.
Il senatore, membro della commissione Lavoro, è intervenuto sulla vicenda della Società Italiana per l'Amianto (Sia) di Grugliasco, affermando che rappresenta «un vero e proprio scandalo derivato dall'indulto». Per i «1.096 morti e 322 malati» ai quali si devono aggiungere «altre 800 vittime della Eternit - sostiene Tibaldi - non pagherà nessuno, e le vittime ed i familiari non riceveranno nemmeno i risarcimenti. Avevamo chiesto di escludere gli omicidi bianchi dall'indulto ma nessuno ha voluto ascoltarci. Oggi torniamo a denunciare questa ingiustizia e questa vergogna verso tutti i lavoratori».
Infine, ieri si è appreso che la Procura generale di Perugia non ricorrerà in Cassazione contro la concessione dello sconto di pena a Luigi Chiatti, il geometra di Foligno condannato a 30 anni di reclusione per gli omicidi dei piccoli Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. Secondo la Procura generale l'eventuale esclusione dell'omicidio Allegretti dall'indulto non avrebbe comunque alcun effetto pratico sullo sconto di pena di tre anni e sugli eventuali benefici carcerari dei quali potrebbe usufruire Chiatti il quale, giudicato seminfermo di mente, una volta scontata la pena dovrà comunque essere sottoposto a un periodo di osservazione in una casa di cura per valutarne la pericolosità sociale.