Ancora una rapina finita nel sangue: bandito muore, due carabinieri feriti

I malviventi avevano appena svaligiato una banca a Rondinelle, vicino a Brescia. Colluttazione con la pattuglia: uno dei malviventi muore, l'altro finisce in manette. Due gli agenti feriti

Brescia - Altra rapina e ancora una volta altro sangue versato. È un agosto violento, senza tregua sul fronte criminalità quello che si sta vivendo da Nord a Sud del Paese. Anche il bilancio di ieri è pesante: un rapinatore morto e i due carabinieri feriti, per fortuna non gravemente.

Stavolta siamo a Roncadelle, piccolo centro in provincia di Brescia. Sono le 15.30, manca mezz’ora alla chiusura dell’istituto di credito, la filiale del Banco di Brescia di via Marconi, quando i banditi fanno irruzione. Tutto sembrerebbe procedere liscio: tanto per cambiare bottino misero (circa 3mila500 euro) e via verso l’uscita dove hanno parcheggiato una moto Bmw. Solo che stavolta una pattuglia di vigili, dall’esterno, nota la scena. I «poliziotti municipali» non se la sentono d’intervenire da soli, quindi danno l’allarme via radio al 112. È questione di istanti: arriva una gazzella, due militari si appostano all’uscita e aspettano i rapinatori al varco. L’esatta dinamica è, però, ancora da chiarire.

Secondo una prima ricostruzione i criminali, armati uno con un taglierino l’altro con una pistola, escono dalla banca tenendo in ostaggio il vicedirettore della filiale per evitare che qualche impiegato li intrappoli bloccando le porte blindate. A questo punto intervengono i due militari. Ne nasce una colluttazione, il vicedirettore riesce a sfuggire alla presa dei malviventi che cercano di scappare usando ogni mezzo. Un carabiniere rimedia un colpo in testa col calcio della pistola, l’altro malvivente vibra fendenti col taglierino. Uno-due-tre cercando di uccidere pur di farsi strada. Riesce soltanto a ferire un militare colpendolo all’orecchio e di striscio alla gola. A questo punto ecco un colpo secco, quello sparato dalla pistola d’ordinanza di uno dei carabinieri. La pallottola raggiunge al collo il malvivente, B. P., 35 anni, originario della provincia di Catania, ma da tempo domiciliato a Brescia. Per lui non c’è scampo. Muore nel giro di pochi istanti. Si tratta di un personaggio ben noto alle forze dell’ordine: aveva precedenti per spaccio di stupefacenti e rapina. Il complice a questo punto si arrende e viene ammanettato. È un sardo di cinquantuno anni, anch’egli pregiudicato.