Ancora un sabato di caos e cortei: oggi il «Gay Pride» tra le polemiche

Dico, Family Day, Gay Pride, ma anche George Bush, pensionati, tassisti. Negli ultimi tre mesi, e spesso di sabato pomeriggio, le strade e le piazze di Roma sono state al centro di manifestazioni, cortei e quant’altro, come non accadeva da alcuni anni. Con una particolarità: la protesta, o in alcuni casi la festa, non è stata organizzata dai partiti, ma da movimenti, cartelli di associazioni, gruppi, che hanno messo al centro dell’iniziativa un argomento sociale.
Con la buona pace, però, e anche tanta pazienza di chi nella capitale ci deve vivere, andare in auto, lavorare o anche soltanto fare il turista o lo shopping, in particolare di sabato pomeriggio.
Si è trattato, comunque, di un uso non partitico della piazza, quindi, tanto che, nelle ultime manifestazioni in ordine di tempo, come quelle di sabato scorso contro la visita del presidente Usa George Bush, ha prevalso in modo significativo numericamente il corteo no global sul sit in piazza del Popolo organizzato dalla forze di partito.
E anche negli altri appuntamenti, come il Family Day del 12 maggio o il Gay Pride di oggi, la presenza dei politici è da considerare sicuramente marginale rispetto alla manifestazione. La causa scatenante di tre fra le più importanti manifestazioni romane è stata il tema della famiglia con tutto il corollario di proposte, polemiche, litigi, soluzioni e quant’altro che in questi mesi si sono agitati per l’Italia. Ha dato il via la manifestazione in appoggio ai Dico: il 10 marzo in piazza Farnese si è raccolto il fronte che appoggia il provvedimento del governo e messo a punto dai ministri Bindi e Pollastrini, per riconoscere i diritti delle persone che convivono. Tre ministri sul palco (Ferrero, Pecoraro Scanio e Pollastrini) ma tante associazioni in piazza, con circa 80 mila presenze.
Due mesi dopo, è stata la volta del Family Day, organizzato dal Forum delle Associazioni familiari, con l’adesione della quasi totalità del mondo cattolico: un milione di persone in piazza San Giovanni, nessun politico sul palco, ma presenti nel parterre i cattolici Clemente Mastella e Giuseppe Fioroni, con l’incursione di Silvio Berlusconi offeso per un vignetta di Vauro.
Oggi, a una distanza dalla blindatura di Roma per la visita di Bush, sarà la volta del Roma Pride, una festa del mondo omosessuale, ma anche un’occasione per presentare una piattaforma politica che va dalla lotta all’omofobia all’allargamento dei diritti anche alle coppie di fatto e ai single. Il corteo, comunque, ha sollevato le proteste di numerosi esponenti politici e dei comitati di quartiere dell’Esquilino che hanno inutilmente chiesto la deviazione del percorso della manifestazione.