Ancora scontri a Gaza tra al Fatah e Hamas

Il premier palestinese si appella al Quartetto per la ripresa degli aiuti umanitari

da Ramallah

Nuovi scontri ieri a Città di Gaza tra milizie palestinesi dopo quelli di lunedì: i feriti sono almeno 10, tra cui 5 bambini. Negli incidenti del giorno precedente il bilancio era stato di tre morti. Protagonisti delle ostilità, ancora una volta, membri di al Fatah - il partito del presidente Abu Mazen, un moderato fautore del dialogo con Israele - e delle Brigate di Izz ed-Din al Qassam, ala militare di Hamas, il gruppo radicale che ha strappato ai rivali il controllo sul governo dell'Autorità Nazionale Palestinese dopo la vittoria a sorpresa nelle elezioni del 25 gennaio scorso.
Altri scontri sono scoppiati nel pomeriggio a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, durante i funerali di uno degli esponenti di al Fatah uccisi l’altro ieri. Ad aprire le ostilità i miliziani di Hamas, che hanno attaccato il corteo funebre. I feriti sarebbero almeno tre. Il premier palestinese Ismail Hanyeh ha convocato a città di Gaza per una riunione urgente sia rappresentanti di Hamas che di al Fatah per cessare le violenze.
Hanyeh ha inoltre inviato un messaggio al «Quartetto» (Onu, Russia, Ue e Usa) impegnato in trattative di pace tra Israele e i palestinesi chiedendo di revocare il blocco degli aiuti umanitari a di porre fine «alle pressioni» e «alla politica autoritaria» degli Usa. Il messaggio giunge a poche ore dall’inizio a New York di una riunione del «Quartetto» per preparare una linea da tenere con il governo di Hamas, che vanifica ogni sforzo di pace rifiutando di riconoscere Israele.