Ancora un sit-in di protesta al Trullo

Clima ancora «infuocato» al Trullo dove, ieri sera, i comitati di zona hanno dato vita a un sit-in. Non si placa la protesta dei residenti dopo i fatti di Monte delle Capre, nemmeno dopo che il prefetto Achille Serra nella riunione del comitato provinciale per la sicurezza pubblica, ha annunciato un rafforzamento dei controlli di carabinieri e polizia nel quartiere.
In particolare, adesso a reclamare «fatti» e non «promesse» sono i residenti del versante Imbrecciato, San Pantaleo e Borgata Petrelli. «Gli ultimi eventi di violenza ci spingono a richiedere con forza lo sgombero degli stanziamenti abusivi di via dell’Imbrecciato, proprio nei pressi del Trullo - spiegano Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Roma e Augusto Santori, consigliere di Alleanza Nazionale del XV Municipio, anche loro ieri presenti al sit-in -. Nella zona, tra San Pantaleo Campano e la Borgata Petrelli, al Portuense, esistono campi abusivi meno noti ma che stanno profondamente mutando le abitudini di un quartiere residenziale, assediato da una forte presenza di rom con furti e sfregi di diverso genere. Uno sgombero - aggiungono - già era stato effettuato dalle forze dell’ordine il 3 luglio scorso ma, nonostante gli inviti della cittadinanza e di Alleanza nazionale per un recupero delle zone parzialmente bonificate, nel giro di pochi giorni si erano registrati nuovi stanziamenti in tutta la zona circostante».
«Speriamo - concludono i consiglieri - che il presidente del Municipio XV Paris e il sindaco Veltroni agiscano in maniera decisa e immediata convocando nuovamente il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza sulla questione, altrimenti inutili sarebbero le parole spese dal centrosinistra in questi giorni sugli eventi del Trullo, in merito a sicurezza e illegalità diffusa».
Intanto, emergono nuovi particolari inquietanti relativi alla doppia spedizione punitiva nei confronti dei romeni avvenuta nei giorni scorsi. Alla fine di questa estate vi sarebbe stato un episodio scatenante, ancora non confermato, però, dagli inquirenti: un tentativo di sequestro da parte di uno degli stranieri rimasti feriti ai danni di un bimbo italiano. Fatto che scatenò un primo linciaggio proprio nei pressi del bar.