Ancora spari in un campus: cinque feriti, due sono gravi

da Washington

Cinque atleti di basket della Duquesne University sono stati feriti a colpi di pistola da uno sconosciuto nel campus a Pittsburgh, nello stato americano della Pennsylvania. Due dei giocatori colpiti dai proiettili sono in gravi condizioni. Gli spari sono esplosi nel campus alle due della notte tra sabato e domenica dopo che gli atleti stavano rientrando nel loro dormitorio alla uscita da una festa. Sembra che lo sparatore, che non è uno studente, fosse a sua volta alla festa ed abbia avuto un diverbio con uno degli atleti. Alla uscita l'uomo avrebbe aperto il fuoco contro due dei giocatori di basket e avrebbe continuato a sparare anche contro altri giocatori giunti in aiuto dei due compagni feriti. Quattro dei cinque atleti erano stati ingaggiati dal college il mese scorso.
È il secondo assalto in un college negli ultimi giorni. Venerdì un ragazzo era entrato in un campus di Montreal e aveva aperto il fuoco sugli studenti. Il bilancio è stato di un morto e 19 feriti. Il Nordamerica sembra ripiombata nell’incubo di Columbine. C’è infatti un terribile filo rosso che lega il raptus di folle violenza esploso nel college di Montreal, nel pacifico Canada, al massacro di Columbine, in Colorado, nel 1999. Kimveer Gill, 25 anni, vestito con un impermeabile di pelle nera, armato di fucile automatico Beretta, entrato, attorno all'una di ieri, nella caffetteria del campus del Dawson College nel cuore della città francofona e ha aperto il fuoco indiscriminatamente. Lo aveva già fatto in passato, in un lugubre videogioco ispirato proprio dai fatti di Columbine. Il game over questa volta è arrivato in fretta: le teste di cuoio della polizia, entrate in azione minuti dopo inizio della sparatoria, hanno cercato di uccidere il killer. Il ragazzo però ha giocato di anticipo e si è suicidato.
Kimveer, di discendenza indiana, aveva compiuto 25 anni a luglio, viveva nella periferia della metropoli. Non gli piaceva la gente, «sono tutti stronzi, bugiardi, inutili, traditori», studiare «gli faceva schifo», come del resto la scuola e la vita. Lo scrive lui stesso, in un inglese sgrammaticato, sul suo blog sul sito www.vampirefreaks.com. «La vita è come un video gioco - dice - alla fine muori».