Ancora tagli di Gazprom Scajola a Mosca

Anche ieri forniture ridotte del 5,4%. Sulle bollette l’impatto sarà limitato

da Milano

Ancora una giornata difficile sul fronte del gas: ieri ne è arrivato dalla Russia il 5,4% in meno dei previsti 74 milioni di metri cubi. Quattro milioni di metri cubi in meno, cioè, pari a poco meno dell'1% dei consumi nazionali.
Il ministro delle attività produttive, Claudio Scajola, è volato a Mosca dove dovrebbe affrontare il nodo del gas in un incontro con il collega russo per l'energia. E mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha confermato che le misure adottate dal governo permetteranno di non intaccare le scorte, arrivano i primi conti sull'atteso impatto del pacchetto di misure per contrastare l'emergenza. Il Rie, il centro di Ricerche Industriali Energetiche, conferma le primi indicazioni di Scajola secondo le quali l'aggravio per le bollette dovrebbe essere limitato: gli esperti tariffari parlano infatti di un impatto che - tra decreto per l'uso di olio combustibile e misure per l'interrompibilità delle grandi utenze - dovrebbe tradursi in un massimo di 3 euro in più su base annua. Vale a dire - spiega Davide Tabarelli del Rie - in circa «50 centesimi in più a bolletta bimestrale» per luce e gas. Più pesanti, invece, le stime dei consumatori: «63 euro in più per il gas e di 37 euro in più per la luce all'anno», in tutto una maggiore spesa di 100 euro l'anno.
La situazione al momento resta «difficile» ma comunque «governabile e non ci sono allarmismi», ribadisce Scajola che ricorda come il primo febbraio «al mio ritorno da Mosca» ci sarà una riunione straordinaria del Comitato di emergenza del ministero per fare il punto. E mentre il viceministro alle attività produttive, Adolfo Uso, sottolinea la necessità di «rimuovere la politica dei veti: bisogna fare di più nel campo energetico, fare centrali nucleari, come negli altri paesi industrializzati», l'emergenza gas - per Bruno Tabacci - deve essere «l'occasione» per spingere l'acceleratore sulla realizzazione dei rigassificatori. Il nodo rigassificatori - che consentirebbero all'Italia di importare gas anche via nave, senza dover dipendere solo dai tubi e quindi da alcuni paesi fornitori - è stato nuovamente affrontato ieri anche da Scajola che ha ribadito la necessità di superare la politica del «non fare».
Ed una richiesta a spingere sul fronte dei sistemi di rigassificazione arriverà anche da Confindustria, fa sapere Edoardo Garrone, presidente del Gruppo Erg a margine della giunta di Viale dell'Astronomia: la «inseriremo la richiesta di una velocizzazione dell'iter per la realizzazione dei terminali, tra le misure da chiedere al governo».