«Ancora troppe truffe agli anziani»

Colpi in villa: l’Arma sulle tracce di una nuova banda

Paola Fucilieri

Si definisce «moderatamente soddisfatto». «Dirsi pienamente soddisfatti sarebbe stupido per chi fa il nostro mestiere - precisa sornione il questore Paolo Scarpis nell’anticamera di via Fatebenefratelli - Si può sempre fare di meglio». E, poco dopo, il generale dei carabinieri Antonio Girone, comandante della Regione Lombardia, al primo piano del comando provinciale di via Moscova, con il consueto assenso garbato, conferma di essere d’accordo.
Tirano le somme le forze dell’ordine a Milano. E in ballo, pur essendo la stessa che li attende al varco ogni fine d’anno, c’è una posta sempre alta: il bilancio statistico dei reati rilevati durante questi ultimi 12 mesi rispetto al 2004.
Scarpis non esita a ripeterlo anche in questa occasione: «La sicurezza della città non si misura con i numeri». Poi fa un’analisi di massima. «Milano ha un livello di patologie criminali normali. I grossi reati (omicidi, rapine e spaccio degli stupefacenti, ad esempio, ndr) sono in netta diminuzione perché contrastati con successo dalla sezione “criminalità organizzata“, che è riuscita a monitorare i reati commessi da cinesi, romeni e kossovari, ormai esperti in tecniche e metodi un tempo appannaggio esclusivo delle organizzazioni mafiose locali. Il fatto che Milano sia una città decisamente sempre più vivibile lo dimostrano le telefonate giunte all’ufficio relazioni con il pubblico: almeno 250 al giorno. Segnalazioni e ringraziamenti. Segno che il controllo del territorio e la visibilità pagano».
Non tutto, però, Scarpis lo ammette, fila liscio in città: «Aumentano i reati “rozzi“: come le rapine in posta e in banca, anche se il sistema bancario - vista la facilità con la quale vengono commessi questi colpi, spesso compiuti senza armi - ha introdotto dei cambiamenti che almeno riducono l’entità dei bottini: non ci sono più le rapine multimiliardarie di un tempo, messe a segno da bande armate. Prestiamo particolare attenzione ai colpi notturni, ai farmacisti e ai tassisti, categorie con un ruolo di servizio per i cittadini e che quindi corrono, potenzialmente, i pericoli maggiori. Queste rapine, infatti, sono perlopiù opera di disperati che, nell’impeto, possono sferrare coltellate o sparare».
Ed è qui che il questore ammette l’esistenza di zone «più sfortunate, come tutta la zona nord, quella del cimitero Maggiore o piazza Trento». E annuncia l’apertura, entro i primi 6 mesi del 2006, di due nuovi commissariati in periferia. «Uno tra viale Monza e via Platone, per alleviare l’immenso lavoro del commissariato di Greco-Turro, l’altro a Primaticcio». Chiuso, invece, il commissariato Fiera per ristrutturazione. «Intanto costruiremo il commissariato che lo sostituirà, il Sempione».
Un capitolo a parte per le truffe agli anziani contro le quali Scarpis è il questore che a Milano ha fatto di più. «Sono dimezzate rispetto a 3 anni fa. Ma nonostante tutti i nostri sforzi - ammette scoraggiato - continuano».
Tono molto critico, poi, in materia di ordine pubblico: Scarpis mette al bando la fiera degli «Oh bej,Oh bej». E lo fa usando le motivazioni forti, ma concrete, di chi ama la propria città. «Organizzata in uno spazio così angusto, la manifestazione, che comunque non ha più lo spirito di un tempo, andrebbe soppressa - sostiene il questore - È pericolosissima: se qualcuno si sente male non esistono uscite di soccorso». E Scarpis ne ha anche per lo stadio Meazza che definisce lapidario «una struttura mediamente sicura». E aggiunge: «Per migliorarla stiamo lavorando insieme alle società di Milan e Inter».
Resta sulla linea della moderazione anche il generale Antonio Girone nel parlare di «Lombardia più sicura alla fine del 2005». «Finché ci sarà un solo reato - sottolinea Girone - la soddisfazione di chi contrasta ogni tipo di crimine non può che essere investita come stimolo a fare di più e meglio, a lavorare per aumentare uno standard che tende, non solo alla prevenzione e alla repressione dei reati, ma proprio a un ordinato vivere civile». «I grandi fatti - aggiunge - creano sensazioni, ma i carabinieri, con i loro 446 presidi nella regione, procedono per circa il 70 per cento di tutti i reati denunciati in Lombardia, sono i più radicati sul territorio e finiscono per dirimere tutta quella miriade di controversie quotidiane che costituiscono la nostra vita».
Girone quindi sottolinea un deciso incremento dell'attività di contrasto al crimine, evidenziando soprattutto l'attività investigativa per fronteggiare il fenomeno delle rapine in villa per le quali nello scorso mese di novembre è stato costituito un pool tra i comandi lombardi coordinato dal comandante provinciale dei carabinieri di Milano, Enzo Bernardini. Un pool che ha portato alla cattura di due differenti bande di romeni e albanesi responsabili, tra gli altri, dei violenti assalti al parroco di Calco e a una ricca famiglia di Aicurzio. «E siamo ancora sulle tracce di una terza organizzazione di criminali - ci tiene a sottolineare Bernardini - che ancora opera in libertà».