Ancora troppo Stato e poca concorrenza

Nonostante l’impegno a una piena liberalizzazione del sistema postale entro il 2009, imposto da una direttiva europea e ribadito dalla Commissione, il settore gode ancora di notevoli blindature alla concorrenza. Bisogna terminare il conflitto di interessi in capo al ministero delle Comunicazioni, che ha la responsabilità di regolare il settore ed esercita i diritti proprietari di Poste italiane assieme al Tesoro. Inoltre l’ex monopolista gode ancora di grandi vantaggi: per il recapito di giornali e riviste lo Stato concede agli editori tariffe molto vantaggiose solo se si rivolgono all’azienda pubblica; i privati sono ancora soggetti a severe restrizioni nella fornitura di posta ibrida. Lo sviluppo di servizi finanziari richiede l’adozione di una contabilità trasparente: Bancoposta non affranca le sue comunicazioni. L’abolizione improvvisa del francobollo ordinario è la dimostrazione degli incredibili margini di manovra dell’operatore dominante.