Ancora una violenza: aggredita in pieno giorno da un clandestino

Era tale la paura, il terrore, il desiderio di sfuggire alle mani del suo stupratore che le si è spezzata la chiave dentro la serratura del portone di casa mentre cercava invano di aprirlo per impedire all’altro di raggiungerla. La quarantaquattresima vittima di uno straniero clandestino è una ragazzina 17enne salvadoregna, Anna; il suo aggressore, clandestino, è di origine turca e ha 23 anni. A mettergli le manette sono stati i vigili urbani delle zona 8, tra via Cenisio e viale Monteceneri, a nord di Milano, dopo aver controllato i luoghi frequentati dal ragazzo. Che ora si trova nel carcere di San Vittore, accusato di violenza sessuale, in attesa di giudizio.
Dopo la studentessa 21enne violentata lunedì sera all’Isola, martedì pomeriggio è toccata a questa ragazzina originaria dell’America Centrale che vive in via Ollearo con la madre e il patrigno, entrambi regolari. Intorno alle 17.30, Anna è andata a mangiare qualcosa prima in un kebab in viale Monte Ceneri, poi è passata in un call center vicino per telefonare alla nonna che vive ancora in America Centrale.
Lungo tutto il suo percorso la 17enne nota un ragazzo che la fissa con insistenza. Così, finita la telefonata, spaventata dalle attenzioni di quello sconosciuto, si avvia verso casa a passo veloce. Il turco, però, comincia a inseguirla, tormentandola con frasi del tipo: «Fermati, voglio conoscerti». Anna si guarda bene dal dargli retta e, al contrario, affretta il passo. Giunta sul portone di casa, la ragazza, però, viene raggiunta dal suo molestatore che l’aggredisce, toccandola dappertutto e impedendole di entrare proprio mentre lei cerca di aprire con la chiave che, per la paura e la fretta, spezza nella serratura. È allora che Anna fa l’unica cosa che le rimane da fare: grida con tutta la voce che ha e il turco, spaventato dalla sua reazione e fiutando guai, si allontana in fretta.
A quel punto la madre e il patrigno di Anna, sentendo le sue urla, raggiungono l’entrata dello stabile e soccorrono la ragazzina in lacrime. Tra le lacrime, ancora impietrita dalla paura e per sommi capi, la giovane racconta quello che le è accaduto. «È andato da quella parte», indica Anna a un vigile in servizio in viale Monte Ceneri avvertito nel frattempo dai genitori della ragazzina. E il ghisa si mette alla ricerca del turco esagitato.
Per rintracciarlo, su indicazione di Anna che lo segue con i genitori, il vigile torna verso il kebab dove aveva cominciato a fissare la giovane. Ed è proprio lì che lo trova. Il turco riconosce Anna, si accorge di essere braccato e forse capisce che doveva scegliersi un nascondiglio migliore visto che, in una manciata di secondi, grazie anche all’arrivo di una pattuglia di supporto della polizia municipale, si ritrova con le manette ai polsi.
«Ancora una volta - commenta il vice sindaco Riccardo De Corato - si tratta di uno straniero. E dopo quanto accaduto martedì, salgono a 44 gli episodi di violenza dall’inizio dell’anno e in 38 casi a commetterla è uno straniero. E ancora una volta chi parla di integrazione e accoglienza non spenderà una parola per le vittime di violenze come questa. Anche per questo episodio il Comune chiederà di costituirsi parte civile al processo».