Ancora violenza negli stadi

Il tranquillo weekend di furia criminale del calcio italiano - aperto sabato con la tragedia di Ermanno Licursi - è proseguito ieri sui campi di provincia di tutta Italia. La notizia secondo cui ci sarebbero anche dei calciatori della Cancellese tra i 5 o 6 indagati dalla procura di Cosenza per l’aggressione a Licursi, non ha frenato la violenza. Segnali sono giunti con la decisione della Lega Dilettanti di fermare i campionati calabresi e con il ritiro della stessa Cancellese dal campionato.
Ma i segnali non bastano. Sabato due tifosi palermitani sono stati arrestati per aver lanciato petardi in direzione dei laziali. Petardi protagonisti anche ieri a Sora (Frosinone), dove due tifosi dello Strangolagalli sono stati feriti al braccio e al polpaccio da petardi lanciati dagli ultrà locali.
Una stupidità diffusa, che porta sempre più tifosi a cogliere ogni più provinciale pretesto calcistico per dare sfogo alla barbarie. Anche in C1, ieri pomeriggio, Cavese-Taranto è stata sospesa dall’arbitro per oltre 40 minuti, dopo che il campo era stato invaso dal fumo acre dei lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine per ristabilire l’ordine nel settore dei tifosi pugliesi.
L’Oscar dell’originalità, anche se ovviamente il gesto è tutt’altro che degno di premiazione, va invece alla Basilicata. A Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, l’arbitro Luzzi ha sospeso una partita di serie D tra Sporting Genzano e Aversa Normanna al 15’ del secondo tempo, quando il guardalinee Cesareo è stato colpito da un tamburo lanciato dagli spalti ed è stato trasportato all’ospedale di Venosa. I Carabinieri hanno già fermato il focoso ultrà tamburino. È decisamente il caso che calcio e tifo cambino musica.