Per andare in barca serve un fisico bestiale

«Per non annoiarsi, i velisti giocano anche a rugby e calcio»

Uno dei settori in cui si lavora molto in queste settimane è la preparazione atletica dell'equipaggio. Un tempo al velista non era richiesto molto, anche un moderato sovrappeso era apprezzato, in molte regate lo è ancora, perché i velisti sono anche zavorra mobile che messa al posto giusto fa correre di più. Ma dai tempi di Australia II nel 1983 si è capito che in Coppa America la preparazione è fondamentale. In un duello di virate può significare una fatica notevole per gli uomini che devono manovrare le vele, da cazzare ogni volta nel minor tempo possibile. Nelle regate più focose si arriva a quaranta virate nella prima bolina, di solito meno nella seconda, quando le cose sono più chiare e comincia a emergere un vincitore. In ogni modo, in una regata si compiono fino a 350 regolazioni di vele. Come dice Vernon Neville, preparatore atletico alla sua seconda Coppa America con il team Luna Rossa, «un buon equipaggio di Coppa America deve essere forte, veloce, agile, rapido nelle reazioni e deve possedere un buon livello di recupero fisico. La varietà è la chiave per poter svolgere un buon programma di allenamento fisico». Infatti, allenarsi in palestra o all'aperto giorno dopo giorno per tre anni consecutivi può essere molto monotono, la motivazione può evaporare, e con quella la coesione, la voglia di esserci.
Prosegue Vernon: «Il team si allena costantemente insieme per quasi 3 anni prima di partecipare alla coppa, al culmine della preparazione, l'equipaggio è impegnato in 10 sedute di allenamento a settimana. Ogni mattina i ragazzi sono in palestra alle otto e ritornano nel pomeriggio, dopo una faticosa giornata intera trascorsa in mare, per altre quattro sedute. Si cerca di variare al massimo l'allenamento utilizzando diversi tipi di esercizi: dal rugby, al netball, una variante di pallacanestro largamente diffusa in Nuova Zelanda e in Sud Africa, al calcio. L'intensità della Coppa America è paragonabile a quella di molti altri sport di squadra praticati a livello professionistico anche se ci sono delle differenze, per esempio gli sforzi sono condizionati in larga misura dalle condizioni meteorologiche. Maggiore la forza del vento, maggiori sono gli sforzi richiesti».
Ogni posizione di bordo corrisponde a un ruolo specifico, per il quale si hanno requisiti differenti. Ai fini dell'allenamento fisico si possono distinguere 4 gruppi principali di lavoro, ciascuno con ruoli simili tra loro. Un gruppo sono i prodieri, fino al numero quattro, persone che uniscono una certa abilità acrobatica alla forza fisica. Poi ci sono i regolatori delle vele, che fanno una fatica media. Il gruppo che più sente il peso del lavoro fisico è quello dei grinder, marcantoni che spesso vengono presi da altri sport proprio per le loro caratteristiche fisiche, tipicamente dal canottaggio. Infine ci sono gli uomini del pozzetto, i cervelli che, comunque, sono costretti a lavorare perché a bordo tutti hanno uno sforzo fisico da compiere.