Andare su 2 ruote: numerosi i benefici per l’uomo

Una partecipazione utile ai medici di base: avrebbero molti spunti per la loro attività

Contrariamente a quel che si pensa, l’Italia è uno dei Paesi in cui si pedala di meno. Lo attestano i dati sui «consumi» di bici: in Olanda e Danimarca si vendono 8 bici ogni 100 abitanti, in Italia meno di 3. Tra i Paesi a più alto reddito in Europa, superiamo solo la Spagna che è sotto le 2 biciclette vendute ogni 100 abitanti (dati 2004) metre siamo largamente superati dalla Francia che è passata a posizioni di rilievo raddoppiando quasi il numero di bici circolanti nel giro di 4 anni grazie ad una serie di azioni promozionali a favore dell’utilizzo della bici. Eppure le ragioni per usare la bici più spesso sono tante. Una, in particolare, sta emergendo con forza: andare in bicicletta fa bene alla salute.
E proprio su questo tema, il benessere fisico, la giornata inaugurale riserva un appuntamento molto interessante. Alle 11 di venerdì, infatti, si terrà un convegno aperto al pubblico presso il LEM 4 - il cui titolo è Cycling&Health - nel quale il Professor Ingo Frobose dell'Università dello Sport di Colonia farà il punto su quali e quante siano le caratteristiche positive e benefiche derivanti dal regolare utilizzo della bicicletta. «Andare in bici consente a tutti di fare qualcosa per migliorare salute e benessere, integrando questo qualcosa nella normale vita di tutti i giorni. Niente di più facile», sostiene Frobose che ha anche selezionato i 150 studi più significativi sul tema ricavandone una sintesi che presenterà.
Lo studio è stato caratterizzato da oltre 7.000 casi sperimentali e ha confrontato l'attività aerobica della bicicletta con altre tipologie sportive come il nuoto o la corsa a piedi. La ricerca dimostra tutti i vantaggi che derivano all’uomo dall’andare in bici: benefici che interessano cuore, polmoni, articolazioni, colesterolo, mal di schiena, sistema immunitario. Un'opportunità in più da sapere per tutti coloro che si occupano di bicicletta e che ne promuovono il suo utilizzo anche in termini di vendita.
Infine l'appello è rivolto ai medici, soprattutto quelli di base, che in virtù di una conoscenza capillare delle abitudini e delle patologie dei propri pazienti, avrebbero motivi e spunti maggiori nel consigliare le modifiche opportune ai loro stili di vita quotidiani.