«Andate via dalla Statale» Insulti agli studenti di Fi

Andrea Fontana

«Fuori Forza Italia dalla Statale». «Mafiosi». Finisce tra un coro di insulti e un cordone di poliziotti in tenuta anti-sommossa a protezione dei gazebo il sit-in elettorale organizzato dai giovani di Forza Italia davanti all'ateneo di via Festa del Perdono. Di fronte a loro, quasi in posizione di accerchiamento, oltre centocinquanta studenti dei collettivi di sinistra. Volano sputi e qualche bottiglietta, partono minacce anche fuori misura: «Vi appendiamo a Loreto», «Alla prossima il morto». Ma non si arriva alle mani e i contestatori non provano a forzare la linea di sicurezza creata dagli agenti. L'assedio verbale inizia alle 15,30 e va avanti per almeno un'ora: da una parte gli slogan si fanno più pesanti, dall'altra la voce degli altoparlanti azionati dagli universitari azzurri si alza con un «Inno di Mameli» a tutto volume. Prima delle 17, i ragazzi di Forza Italia iniziano ad arrotolare gli striscioni e a raccogliere il materiale usato per il presidio elettorale e vengo scortati dalle forze dell'ordine fino ai loro pulmini. «Ma non ce ne siamo andati per la contestazione - spiega Giacomo Zucco - avevamo l'autorizzazione per il presidio fino alle 16 e siamo rimasti». I contestatori partono con l'applauso: «Andatevene, era ora»
Che il sit-in alla Statale non sarebbe stato accolto da cori di «Benvenuto» lo si è capito già dal mattino quando i due gazebo con le bandiere e i gadget elettorali sono stati montati: ogni tanto qualche gruppetto di contrari fa partire un insulto, ma sono casi isolati, altri rispondono agli slogan scanditi al megafono dai ragazzi di Forza Italia. Dopo le 15 parte l'azione organizzata: un gruppo di una cinquantina di persone parte serrato dalla zona della biblioteca centrale dell'università, in fondo al cortile principale, e avanza intonando «Bella ciao» e piazzandosi di fronte ai gazebo. Scatta l'intervento della Digos e della polizia. «C'era gente dei centri sociali, facce già viste durante l'occupazione» fa notare un ragazzo di Fi. «Il tempestivo intervento delle forze dell'ordine ha evitato il peggio»