Andavano in scooter senza casco Scattate le prime due confische

Bezzon: «Anche chi viaggia con un passeggero o fa impennate può dire addio al motorino»

Andrea Fontana

Motorino addio, nel senso di confiscato, per i milanesi che non rispettano il codice della strada. Il «tolleranza zero» o operazione «sicuri in moto» (dipende dai punti di vista) è scattato martedì, con l’entrata in vigore della legge 168 del 2005, e promette di convertire al rango di mansueti e disciplinati utenti della strada anche i più spericolati amanti delle due ruote.
Impennate, casco slacciato o non omologato, passeggero a bordo non consentito? «Ora il messaggio è chiaro: non vedrai più la tua moto o il tuo motorino» è la sintesi perfetta di Emiliano Bezzon, vicecomandante della Polizia municipale. Le violazioni più frequenti per chi viaggia in sella a un motorino non sono più punite con i classici 68 euro di multa e il fermo del mezzo per trenta giorni. L’arrivederci alla due ruote si trasforma in addio definitivo. Sequestro immediato da parte degli agenti e confisca decisa dal prefetto, con lo scooter che diventa di proprietà del Comune e va in pensione in un deposito, in attesa dell’asta pubblica.
E i «ghisa» non hanno certo intenzione di chiudere un occhio ai piloti indisciplinati nei primi giorni del giro di vite sui motorini. «La disposizione per i nostri uomini è quella di applicare la legge così come è, non sta certo alla nostra discrezionalità fare il sequestro o no - conferma Bezzon -, ma abbiamo comunque la fortuna di vivere in una città dove l’uso del casco è universalmente rispettato». La smentita arriva puntuale. In trentasei ore già due i mezzi sequestrati dalla Polizia municipale ed entrambi per casco tenuto a riposo. Paletta rossa, «favorisca il libretto» e «addio scooter» per due milanesi senza casco, uno dei quali viaggiava anche con un amico su un mezzo non omologato per due persone. Non c’è «non lo sapevo» o «ero appena partito» che tenga. Il provvedimento non discrimina tra maggiorenni e minorenni e si applica anche a chi mette mano all’acceleratore dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo o dopo aver usato sostanze stupefacenti.
«È una soluzione molto forte che colpisce le cattive abitudini più diffuse tra i motociclisti - aggiunge il vicecomandante - ma anche chi utilizza il veicolo per commettere un reato». In caso di incidente mortale infatti, ma anche quando scippatori motorizzati o ladri a due ruote verranno fermati in flagrante, oltre all’arresto scatterà anche sequestro e confisca. Chi ha orecchie per intendere intenda, è il messaggio della nuova legge e dei vigili milanesi. Se, come nelle prime ventiquattro ore, alle parole seguono i fatti, il rischio che Palazzo Marino debba acquistare depositi sempre più capienti è davvero reale.