«Andemm al Domm», 15mila in marcia

Oltre 15mila persone, tra genitori e allievi degli istituti cattolici della Diocesi di Milano, hanno sfilato ieri mattina dalla stazione Centrale fino al Duomo per la tradizionale marcia «Andemm al Domm», un appuntamento fisso per il mondo delle scuole paritarie di ispirazione religiosa della Lombardia. Arrivati sul sagrato della cattedrale i ragazzi, con gli stendardi delle loro scuole, hanno cantato e ballato prima di ricevere il saluto e l’incoraggiamento di monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare della diocesi, della direttrice scolastica regionale Annamaria Dominici e dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune, Mariolina Moioli. «Le scuole cattoliche - ha affermato Stefano Portioli, presidente milanese dell’associazione Genitori scuole cattoliche - rappresentano un modello educativo che funziona perché è scelto da un numero sempre maggiore di famiglie. Vogliamo mettere in contatto la nostra esperienza con quella delle scuole pubbliche per dare, tutti insieme, un contributo alla crisi educativa che affligge questo Paese».
Nella sola provincia di Milano quest’anno gli allievi degli istituti di ispirazione cattolica sono aumentati del 3,4% rispetto all’anno scolastico 2005-06. Sempre più famiglie scelgono per i propri figli la scuola paritaria in città e provincia, dove su 2.366 scuole, 883 (il 37,3%) sono non statali, e 584 di queste sono cattoliche o di ispirazione cristiana. Per l’anno in corso, nelle paritarie si contano 106.048 studenti, aumentati del 3,4 per cento (3.533 studenti in più), grazie anche ai contributi regionali per il diritto allo studio erogati dalla Lombardia che con 216,5 milioni è la regione che investe più fondi nell’istruzione. I dati, elaborati dall’Agesc (associazione Genitori scuole cattoliche) sono stati diffusi in occasione della gara non competitiva delle scuole cattoliche paritarie della Diocesi di Milano. Nel corso della marcia, che ha avuto per motto «Il gusto di imparare, l’avventura di educare», non è mancato il grido di allarme per il taglio dei sovvenzionamenti statali, di cui si è fatta interprete anche l’assessore Moioli, ricordando il trattamento analogo riservato alle materne comunali.