«Andrò alla mostra di De André»

Non è un caso se Fiorella Mannoia piace tanto ai genovesi. Questa romana fin nelle ossa mette nelle sue interpretazioni mette tanta vita vera che è difficile non restare incantati. La Mannoia sarà a Genova il 25 marzo, alle 21, al Teatro Carlo Felice. E le prevendite vanno già a ruba.
Genova l’aspetta con entusiasmo.
«E io non vedo l’ora di arrivare, mi piace moltissimo Genova ho molti amici lì, vengo sempre volentieri. Genova mi ricorda tanti momenti belli trascorsi insieme a persone che mi sono care, come Ivano (Fossati ndr) e Fabrizio».
E adesso c’è la mostra dedicata a Fabrizio De André.
«Lo so, la vedrò... sì la vedrò senz’altro».
Il titolo del tour «Il movimento del dare», è anche quello della canzone del nuovo album che ha scritto per lei Franco Battiato. La fotografia in copertina la mostra con la mani aperte. Un manifesto contro l’egoismo dei nostri tempi?
«Ho scelto il titolo della canzone di Battiato perché mi sembrava una frase così romantica. Anche le mani aperte hanno questo senso, il dare, ma anche il ricevere. Un concetto antico, ma che mi sembra molto attuale. Questo è un momento di grandi paure che ci inculcano, ma chi sta al potere l’ha sempre fatto. L’ha fatto da sempre».
Cosa?
«Inculcare paure per controllare meglio il popolo. Adesso c’è la crisi, prima c’era la mucca pazza, l’Aids, le prostitute... Il popolo sente dire che bisogna avere paura. Sembra qualche volta che ci sia addirittura un ministero della paura. Per questo io vorrei contrapporre il dare all’egoismo, alla paura. Lo dicevano una volta le persone che la vita è donare».
Gli artisti, quelli come lei, danno sempre indicazioni forti con le proprie canzoni, trattano temi sociali, a volte scottanti.
«Ma io prima di essere artista sono un cittadino e come tale vedo quanto accade intorno a me. Certamente io ho la possibilità, rispetto a tanti altri cittadini, di dire cosa penso di un determinato argomento. Vede, per esempio adesso stiamo facendo un’intervista e lei mi chiede alcune cose che domani qualcuno leggerà. Sono cose che io penso e che posso dire agli altri. E non tutti certamente hanno questa possibilità, si tratta di opinioni che possono essere condivise o meno, sono opinabili, ma sono ciò che penso».
Si fa presto a sconfinare nella politica.
«La vita è politica, non partitica, ma politica. Sennò di che parliamo?».
Parliamo di donne, per esempio.
«Hanno fatto un passo indietro, in tanti Paesi del mondo sono regredite, ma ci addentriamo in un discorso lungo, sarebbe da capire chi è che appoggia i talebani e li fa sta lì dove sono... lasciamo stare».
Parliamo di uomini, allora. Gli autori che hanno scritto le canzoni del nuovo album.
«Ci sono due collaborazioni nuove, con Tiziano Ferro che ha scritto Il re di chi mi ama troppo e con Jovanotti con Io cosa sarò, che fanno parte di generazioni diverse dalla mia e che hanno generi musicali diversi. E poi ci sono le conferme come Ligabue (Io posso dire la mia sugli uomini) e Pino Daniele (Capelli rossi). Tutte bellissime».
A noi non resta che attender il concerto del 25 marzo. L’appuntamento è con una vera signora della canzone italiana.