Andrea Branzi: «Il design è una forma d’arte»

«Il design è cambiato, l'arte contemporanea è cambiata. Oggi il design è uno dei motori di sviluppo dell'economia di molti Paesi, tra cui il nostro, e coinvolge non solo il disegno vero e proprio dei prodotti, ma l'apertura a nuovi mercati e la creazione di nuove imprese. Il rapporto tra arte e design è così in continuo divenire e difficilmente descrivibile con un’etichetta: la stessa differenziazione tra i due ambiti appartiene ormai al passato. Il mondo dell'arte e quello del design si passano infatti informazioni, metodi di lavoro e stimoli, ma sono entrambi costituiti da casi diversi che è impossibile generalizzarli in una legge unica». A parlare è Andrea Branzi, esperto di design chiamato da Philippe Daverio a discutere sul tema «Art design» (oggi, 19.30, ingresso libero): al tavolo con lui Gaetano Pesce, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che negli ultimi anni partendo dall'esperienza del designer si sta applicando alla creazione del pezzo unico, e Gino Marotta, artista romano noto per aver applicato gran parte delle proprie ricerche alle materie plastiche. La sede del dibattito è la Fondazione Pomodoro, nel cuore di Zona Tortona, il distretto creativo per eccellenza, dove designer, fotografi, artisti hanno rimesso a nuovo un'area industriale dando vita al quartiere più trendy e amato dai creativi di tutto il mondo, che si danno appuntamento qui durante la Settimana del design coincidente con il Salone del Mobile. «Il design italiano è un fenomeno singolare: al suo confronto, per alcuni aspetti, l'arte contemporanea italiana appare meno vitale», conclude Branzi.