Andrea, l’«enfant terrible»

Mario Cappelli

Mettere in fila tutti i professionisti italiani, per lui, Andrea Pavan diciassettenne romano nato sui green dell’Olgiata, ancora dilettante, è stata una soddisfazione senza eguali. Il ragazzo, inappuntabile, educato e misurato in tutto, ha vinto sul campo di Margara, vicino ad Alessandria, il titolo italiano Omnium, cioè l’edizione numero 67 del campionato che riunisce tutti i professionisti e dilettanti del nostro Paese. La sua vittoria, logicamente, non era preventivata. Che un dilettante batta tutti i migliori professionisti è un evento eccezionale. Ma Pavan si era preparato molto bene. E si è concentrato come meglio non avrebbe potuto. «Francamente non mi aspettavo la vittoria - ci ha detto Andrea - ma dal punto di vista fisico mi sono fatto aiutare dall’equipe di Golf Fitness, che mi ha dato un aiuto funzionale e nutrizionale fondamentale».
Nel suo breve ma già ricco curriculum Andrea Pavan, che si è diplomato nel luglio scorso alla scuola francese San Dominique, vanta un secondo posto agli Europei e un terzo agli Europei individuali under 16. «Ora mi riposo, poi ho un torneo internazionale in Argentina e a gennaio, avendo vinto una borsa di studio, volerò in Texas per studiare economia in un College, dove avrò anche l’opportunità, però, di giocare a golf con i più grandi campioni della disciplina». Non è un mistero, infatti, il sogno di Andrea. Vorrebbe diventare un professionista famoso, se non come Tiger Woods, almeno come Ernie Els, il sudamericano dal quale trae il suo modello di gioco. «Nel frattempo, mi riposo ma continuo anche ad allenarmi. Lo faccio all’Olgiata, il club che ha potuto già testare sul campo il progetto Golf Fitness che prevede una fase pre-gara a base di massaggi ed esercizi di stretching, una fase gara con interventi in campo per risolvere o attenuare situazioni di dolore articolare o muscolare e una fase post-gara con trattamenti muscolari defaticanti». E poi in America per studio e golf. Alla grande.