«Andrei alle ronde ma disarmato»

Si dice favorevole alle ronde dei cittadini rese legali dalle norme sulla sicurezza il gioiellerie Giuseppe Maiocchi, condannato dalla prima Corte d’Assise a un mese per lesioni colpose ai danni di un giovane montenegrino che aveva tentato di rapinare la sua gioielleria il 12 aprile 2004. Il figlio di Giuseppe, Rocco Maiocchi che fece fuoco sul ladro uccidendolo, fu invece condannato ad un anno e sei mesi. Ieri Il gioielliere ha voluto essere presente alla lettura della sentenza pronunciata nei confronti del tabaccaio Giovanni Petrali che nel maggio del 2003 sparò contro due rapinatori uccidendone uno e ferendone l’altro, condannato ieri a un anno e otto mesi per omicidio colposo. «Spero di poter partecipare alle ronde - ha detto Maiocchi - dal momento che solo un mese fa ho subito un altro furto in casa. Fare le ronde non armati significa collaborare per la sicurezza e la sicurezza - aggiunge Maiocchi - è un bene di tutti. Lo Stato ormai non è in grado di garantirla e ci dobbiamo pensare noi cittadini facendo ronde che però non devono diventare Far West. Le pistole - conclude Maiocchi - vanno usate solo per necessità. Io alle ronde andrei, ma solo con il telefonino».