Andreotti batte la camorra Ai David Il Divo piglia tutto

RomaNient’affatto glamour, non proprio esaltante, spesso dimenticato, non di rado immeritato. Insomma: il David di Donatello non è esattamente l’Oscar. Però a casa nostra ne fa (quasi) le veci. E non date retta a certi cinici cinematografari nostrani, che lo considerano con disincanto o sufficienza: ogni anno sono lì anche loro, a trattenere il fiato nella speranza d’accaparrarselo. Per poi tornare a snobbarlo. L’edizione numero 53 è dunque programmata per l’8 maggio: in diretta alle 19 su RaiSat Cinema, o in differita alle 22.50 su Raiuno. E se la cerimonia in sé non promette faville (da troppi anni risulta anonima e sciatta: stavolta, poi, è presentata da Paolo Conticini) ma potrà offrire comunque vari spunti d’interesse. «Innanzitutto, da quando mi occupo del David, e cioè da 25 anni, non era mai successo che la rosa dei candidati fosse così ampia - informa il patron Gian Luigi Rondi -. Ben 24 titoli, contro gli abituali cinque o sei. E questo la dice lunga, sulla qualità media delle pellicole tricolori». Poi c’è l’inusitata presenza delle commedie, «generalmente, e ingiustamente, trascurate dai grandi festival o premi internazionali». Così Tutta la vita davanti di Paolo Virzì sfoggia cinque nomination (per due attrici non protagoniste - Sabrina Ferilli e Micaela Ramazzotti - per il film, la sceneggiatura, gli effetti speciali), ed Ex di Fausto Brizzi ha raggiunto addirittura quota otto (tra cui miglior film, regista, attrice non protagonista). Anche se la parte del leone, almeno dal punto di vista delle candidature, continuano a farlo i titoli drammatici. Il Divo di Paolo Sorrentino detiene il record: candidato sedici volte (fra le altre per il miglior film, la miglior regia, il miglior attore protagonista - Tony Servillo - e il non protagonista - Carlo Buccirosso), e fa quasi il paio con Gomorra di Matteo Garrone, che di candidature ne ha totalizzate undici (tra cui film, regista, sceneggiatura, produttore, attrice non protagonista). Qualche conferma, come le quattro candidature meritate da Il papà di Giovanna di Pupi Avati, s’affianca a piccole sorprese: «Anche qui è una delle prime volte che film decisamente “piccoli” riescono ad inserirsi in una competizione tutta ai massimi livelli».
È il caso di Pranzo di ferragosto, segnalato per il miglior regista esordiente, Gianni Di Gregorio. La serata dei David proseguirà inoltre col conferimento di quattro premi speciali (ancora da annunciare) e per la consegna delle statuette vedrà sfilare personaggi come Massimo Ranieri, Enrico Montesano, Elena Sofia Ricci, Simona Izzo.
Sul piano produttivo, mentre nel 2008 il nostro cinema aveva realizzato un’ottima quota di mercato, pari al 30 per cento, coi primi mesi del 2009 è già sceso al 27. In compenso anche il mondo della celluloide ha deciso di fare qualcosa per i terremotati d’Abruzzo: tutti gli incassi nazionali del 23 aprile saranno infatti loro devoluti.