Andreotti: "Va trovata un'intesa con la Cdl". Cossiga: "Ma cosa fanno dire a D'Alema?"

Roma - Su tutti i temi potremmo trovare una soluzione se "dedicassino la prima seduta di ogni mese a una breve discussione di politica estera" per meglio approndire ogni aspetto. Il senatore a vita Giulio Andreotti è il primo a parlare dopo l'intervento del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema. L'ex presidente del Consiglio sottolinea: "Nella relazione del ministro degli Esteri trovo il dato positivo della continuità della politica estera". Poi si augura che "si possa trovare un accordo" sull'ordine del giorno presentato a palazzo Madama dall'esponente del Carroccio, proprio perché lì si fa riferimento a "una continuità della nostra politica estera". "Vedo nell'odg presentato da Calderoli che normalmente non è persona accomodante - dice in aula Andreotti - si parla della continuità. Spero che su questo si possa trovare l'accordo perchè ha un rilievo esterno quello che si decide in materia di politica estera".

Cossiga: ma cosa fanno dire a D'Alema? "Ma perchè costringono il buon Massimo D'Alema a dire questa autentica frescaccia che se ci ritiriamo dall'Afghanistan ci cacciano dal Consiglio di sicurezza Onu?". Se lo chiede il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, commentando le comunicazioni del ministro degli Esteri al Senato.

Mastella: la barca ha imbarcato acqua ma va "La barca va, ha imbarcato un pò di acqua ma va...". Con queste parole il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, commenta lo stato di salute della maggioranza di Governo dopo la relazione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema sulle linee di politica estera. Mastella ha sottolineato di "condividere l'impianto della politica estera del Governo e la relazione del ministro d'Alema, una ottima relazione che spero trovi il riscontro dell'intera maggioranza". "Mi dispiace solo che in altri tempi ci sarebbe stato un concorso di maggioranza e di opposizione - ha concluso il Guardasigilli - dando più forza alla politica estera".

De Gregorio: D'Alema non mi ha convinto "D'Alema non mi ha convinto, voterò la mozione di Calderoli": lo ha riferito il presidente della commissione Difesa del Senato, Sergio De Gregorio, degli Italiani nel mondo, avvicinato a Palazzo Madama dopo l'intervento in aula del ministro degli Esteri.


Castelli: aria fritta e banalità "Questo Governo non ha una maggioranza in politica estera e D'Alema per ottenere il voto alla sua relazione in Senato è volato alto perdendosi nell'aria fritta e nelle banalità". Così il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli, commenta l'intervento in aula in Senato del Ministro degli Esteri. "D'Alema non ha detto nulla - continua Castelli - si è limitato a parlare male della politica del Governo precedente, a testimonianza che questo esecutivo non può avere una solida politica estera". "Adesso, però, attendiamo il Governo sui fatti e sui prossimi voti in aula, soprattutto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan dove la sinistra radicale dovrà decidere se appoggiare la missione che D'Alema stesso in un afflato di sincerità ha definito militare oppure, per assecondare i cortei girotondini color arcobaleno e mantenere quindi un minimo di coerenza - conclude Castelli - negare il voto al Governo".

Diliberto: discorso di alto profilo "Discorso di alto profilo, che parte dall'articolo 11 della costituzione. Un'impostazione opposta a quella del precedente governo, ad iniziare dalla centralità della questione palestinese, sino al punto da ipotizzare truppe Onu a Gaza. È tornata la 'vocazionè mediterranea dell'Italia. Bene". Lo afferma il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che aggiunge: "Restano punti di dissenso, come ovvio e senza scandalo, in particolare sul tema Afghanistan, su cui occorre confrontarsi ancora a fondo per trovare un punto d'intesa. Ma l'impianto è convincente, importante, e conferma la vocazione profondamente innovativa della politica estera del governo italiano".

Turigliatto, senatore dissidente: mi dimetto Il dissidente del Prc Franco Turigliatto annuncia che non parteciperà al voto sulle comunicazioni di D'Alema. Da Turigliatto un no secco sulla politica estera e l'annuncio che si dimetterà dal Senato oggi stesso. "Sono contrario alla guerra in Afghanistan e al raddoppio della base di Vicenza - ha detto Turigliatto -. Non parteciperò al voto e non voglio che mi si addossi la colpa per la crisi delle politiche del governo che non dipendono da me".

L'Udc preannuncia l'astensione Il gruppo dell'Udc al Senato si asterrà su tutte le mozioni presentate a Palazzo Madama sulla politica estera. Lo ha annunciato in aula il vicepresidente del Senato ed esponente centrista Mario Baccini. "Ci asterremo su tutte le mozioni presentate - ha sottolineato - perché non possiamo votare a favore del qualunquismo, dell'ambiguità, della non chiarezza".