Andy Warhol e la morte, l’altro volto della Factory

Quello su carta è un altro Warhol. Come nascono e si sviluppano i suoi lavori meno noti, i libri e i video del celebre artista americano, le produzioni degli anni ’70 e gli ultimi lavori sono dentro la mostra «Warhol on paper» che inaugura oggi, alle 18.30 presso Artepensiero a Milano.
Diverse furono le Factories, cioè i laboratori di New York, nei quali Warhol lavorò, ma in una di quelle conobbe Valerie Solanas, un’artista che collaborava a uno dei gruppi, fondatrice e unico membro dello SCUM, il Comitato per l’eliminazione fisica del maschio.
Il 3 giugno 1968, con la motivazione che avesse troppo controllo su di lei Valerie Solanas sparò contro il suo maestro, ferendolo quasi a morte. L’artista si riprese lentamente dallo choc e le ferite lo costrinsero ad un lungo periodo di convalescenza.
Da quel momento in poi la vita di Warhol cambiò: diminuirono le sue apparizioni in pubblico e le sue opere subirono l’influsso di un periodo difficile, in cui l’artista sentiva vivo nel pensiero il minaccioso avvicinarsi della morte.Nascono in quel periodo i lavori degli anni ’70, opere distanti da quelle a cui ci hanno abituato i media, una serie di pitture e serigrafie dalle tinte non più fluorescenti, ma sempre più spente, tendenti al bianco e nero. Così come la realtà si fa amara, tanto più nell’arte di Warhol traspare il senso di paura e disincanto. La serie degli Skulls, dei teschi, i ritratti dedicati a Mao, i libri e i video sono il prodotto di questa fase finale della sua arte in cui altre forme di comunicazione si mescolano convivendo, fra carta e pellicola. I famosi barattoli della zuppa d’America, i volti delle celebrità che sorridono sono quasi dimenticati, ora che il futuro è una lotta continua per sopravvivere.
Questa raccolta del Warhol quasi inedito è stata prodotta e riorganizzata da Artes e da Artepensiero, associazione culturale diretta da Andrea Cernigliaro, con l’intento di far comprendere fino in fondo la complessa personalità dell’artista e le opere che hanno concluso la sua brillante carriera.
La mostra sarà visitabile fino al 24 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 20.30 e sabato dalle 15 alle 20.
Artepensiero
Via del Vecchio Politecnico 5
Milano tel. 02.76009863