Anef

Questo Anef (o Ane) pare sia stato un eremita dell’Anglesey, una regione del Galles. Correva il VI secolo nell’arcipelago britannico e da quando i Romani se ne erano andati, giudicando improduttivo restare nelle brume di Albione, le guerre tra regno e regno, tribù e tribù, clan e clan erano all’ordine del giorno. Ora, il nostro Anef era figlio di tal Caw, signore di Cwm Cawlwyd (nomi gaelici per noi impronunciabili), un regno (si fa per dire) del Nord. Ma il territorio soggetto alla sovranità di Caw era continuamente aggredito dai Gwyddyl Flichti (non chiedetemi chi fossero: forse un clan o semplicemente un’orda di predoni professionali). Caw doveva essere un signore di quattro gatti se a un certo punto stimò più conveniente sbaraccare e trasferirsi con la sua famiglia nell’Anglesey. Qui con i suoi uomini si stanziò nelle terre che gli erano state donate da un paio di suoi colleghi, Cadwallon Lawhir e Maelgwn Gwynned. Che forse erano marito e moglie ma, in tutta sincerità, non saprei dire. La storia a questo punto fa un salto, perché ci presenta Anef figlio di Caw già eremita da qualche parte, in una contea dove ancora oggi esiste una chiesa a lui dedicata in località Coedona. Epperò qui le cose si complicano, perché in certi documenti quella chiesa è detta intitolata a s. Blenwyd (o Blenwydd). Va pur aggiunto che questo Blenwyd altri non era che suo fratello, perché il famoso Caw aveva diversi figli. Quello dei santi inglesi, comunque, è un bel problema, perché lo scisma di Enrico VIII fece tabula rasa di tutto quel che poteva ricordare anche lontanamente l’odiato papismo.