Anelka: «La mia squalifica di 18 giornate è una buffonata»

«Diciotto giornate di squalifica? Questa è tutta una buffonata, una sciocchezza organizzata per non perdere la faccia», ha dichiarato Anelka a France Soir

La vera sorpresa non è stato lo sfogo di Anelka alla maxi squalifica di 18 partite con la nazionale di Francia dopo quanto accaduto ai mondiali in Sudafrica. La vera notizia è che finalmente Domenech è riuscito a farlo ridere, lo ha confessato lo stesso attaccante francese del Chelsea: «Queste persone sono dei pagliacci e mi hanno fatto morire dal ridere».
Con queste parole, affidate al quotidiano transalpino France Soir, il centravanti del Chelsea e ormai ex della nazionale dei bleus Nicolas Anelka ha commentato la maxi-squalifica di 18 partite inflittagli dalla commissione disciplinare della federazione calcistica francese dopo quanto accaduto ai Mondiali del Sudafrica.
Nicolas si rese protagonista di un'accesa discussione con l'ex ct Raymond Domenech al termine della partita persa contro il Messico e costata la clamorosa eliminazione dei francesi. Al termine di quel match Anelka si rivolse in malo modo al tecnico, con degli insulti che gli costarono poi la cacciata dalla nazionale e dal Mondiale sudafricano.
Secondo quanto scritto dal quotidiano francese Le Parisien, le parole esatte dello sfogo di Anelka furono: «Vaffa... tu e la tua squadra, fatti la squadra che piace a te», e sarebbero state riferite durante le udienze davanti alla commissione disciplinare dall'ex ct Domenech e dai giocatori deferiti presenti, ovvero Patrice Evra, Jeremy Toulalan ed Eric Abidal. «Questa è tutta una buffonata, una sciocchezza organizzata per non perdere la faccia», ha aggiunto Anelka a France Soir rincarando la dose. Per lui l'esperienza con la nazionale transalpina si è conclusa quel famoso 19 giugno a Knysna, quando venne allontanato dal ritiro francese e rispedito a casa: «È una squalifica a vuoto perchè Nicholas Anelka -ha detto parlando in terza persona- non è mai esistito dentro a queste storie tristi e grottesche. Sono dei veri clown, queste persone».