Angadrisma

Questa santa del VII secolo i francesi la chiamano Angadréme. Era originaria della diocesi di Thérouanne e crebbe sotto l'influenza congiunta di due santi: uno era il vescovo s. Omer, l'altro un suo cugino monaco a Fontanelle, s. Lamberto, poi divenuto vescovo di Lione. Con questi due esempi, Angadrisma non ebbe altro pensiero che prendere il velo. Ma il padre non era dello stesso avviso e la promise in sposa a un signore locale di nome Ansberto. Angadrisma non si perse d'animo e pregò Dio affinché le evitasse quel matrimonio. La preghiera fu esaudita in modo singolare: la giovane si ammalò di lebbra e diventò così repellente che Ansberto preferì sposare un'altra (in seguito divenne vescovo di Rouen e, dopo la morte, fu venerato come santo). A quel punto Angadrisma ottenne il sospirato permesso paterno di farsi suora e ricevette il velo dalle mani di s. Audoeno. Nell'istante della consacrazione la lebbra scomparve per miracolo, per non ritornare mai più. Fu una monaca talmente perfetta da venire scelta come badessa di un monastero vicino a Beauvais. In tale veste compì diversi miracoli, tra cui l'estinzione di un incendio che minacciava di distruggere il suo monastero: la santa in quell'occasione fermò le fiamme con la reliquia del santo fondatore del monastero stesso, s. Ebrulfo. Angadrisma morì ottantenne verso il 695. È venerata come patrona di Beauvais e la si invoca contro gli incendi o in occasione di calamità. Nell'851 i vikinghi distrussero il suo monastero ma le sue reliquie vennero messe in salvo a Beauvais. Lo stesso accadde con i rivoluzionari giacobini.