Angelantoni, la tecnologia spaziale vola in Borsa

Tra i prodotti di punta gigantesche installazioni che riproducono le condizioni dei satelliti durante le missioni, con temperature a meno 263 gradi

Il simulatore spaziale inaugurato poche settimane fa da Romano Prodi a Bangalore, in India, durante la missione ufficiale del governo italiano, ha una forma cilindrica ed è grande come un mezzo grattacielo. Con un diametro di sette metri e una lunghezza di undici. Una cosa gigantesca. È uno dei due più grandi installati in Asia e tecnologicamente il più avanzato a livello mondiale. Anche il valore della commessa è importante: 14 milioni di euro. E dal momento che deve effettuare il collaudo di satelliti completi o parti di satellite, il simulatore è in grado di riprodurre le stesse condizioni, dalla temperatura alla pressione, che il satellite incontrerà una volta nello spazio. Valori proprio dell’altro mondo: può arrivare, ad esempio, a meno 263 gradi di temperatura.
Ai vertici. Ebbene, questo simulatore è targato made in Italy: è stato infatti realizzato dalla Angelantoni Industrie, un’azienda umbra che ha il quartiere generale in un tranquillo paesino nei pressi di Todi, Massa Martana, in provincia di Perugia. Ed è la seconda azienda europea e la quarta mondiale nella realizzazione di camere climatiche. Ovvero camere di simulazione ambientale per collaudare, spiega Gianluigi Angelantoni, «dispositivi o apparecchiature, principalmente di tipo elettronico, che devono poter funzionare nelle condizioni più estreme di temperatura, umidità, pressione, corrosione salina, in quanto utilizzati in settori particolari, dalla difesa a chi si occupa di meteorologia o telecomunicazioni, dalla protezione civile ai produttori di computer sino alle case automobilistiche nei loro test sui cruscotti o i condizionatori d'auto». Così nello stabilimento umbro sono ormai ultimate altre due camere di simulazione spaziale: una piccola ma sofisticatissima destinata in Israele e una media per l'Argentina. Tredici camere per le prove di corrosione sono state invece appena consegnate alla Renault. I clienti? Dalla Ibm alla Fiat, dalla Mercedes alla Volkswagen. Sino ai vari ministeri della Difesa. Quali? Degli oltre trenta simulatori spaziali realizzati dall'Angelantoni, una parte significativa è stata venduta alla Cina.
L’Angelantoni è un’azienda incredibile. Non solo perché è tra le imprese leader nel campo dei simulatori e fa prodotti così tecnologicamente innovativi in un paesino dell’Umbria che non è proprio dietro l’angolo e ha collegamenti aerei da brivido (il Perugia-Milano Malpensa decolla alle 6,30 del mattino). Il fatto che ha quasi dell'incredibile è che l'Angelantoni è anche tra le prime aziende europee nel biomedicale: grazie a sette brevetti produce per ospedali, laboratori farmaceutici, università apparecchiature nel settore del freddo. Tipo congelatori, emoteche che conservano il sangue, frigo robotizzati per conservare cellule staminali. Una di queste macchine è ad esempio la Hemosafe che sta rivoluzionando il sistema della trasfusione sanguigna in quanto distribuisce le sacche di sangue vicino alla sala operatoria o al pronto soccorso. Sembra un’idea banale e in effetti lo è, tanto più che, dice Angelantoni, «è venuta guardando i distributori di merendine». Ma questa apparecchiatura è collegata al centro trasfusionale più vicino che è in grado quindi di tenere tutto sotto controllo evitando errori, sprechi e inefficienze. Il sangue, ricorda Angelantoni, «se non utilizzato deve essere buttato via per legge dopo 42 giorni». Un’altra macchina innovativa è lo Smart freezer, un congelatore intelligente che raccoglie e gestisce campioni biologici, dai tessuti oncologici alle cellule staminali.
L’esperienza milanese. Alto un metro e ottantaquattro, occhi azzurri che di sera diventano verdi, un velo di barba, Gianluigi Angelantoni è del 1944, nasce a Todi ma cresce a Milano prima di spostarsi in Umbria. Del resto anche l’azienda nasce a Milano nella zona di Precotto. È il 1932 e la fonda Giuseppe, il padre di Gianluigi, scomparso a novant’anni nel 1994: è di Massa Martana e approda a Milano per fare il servizio militare in cavalleria. E dal momento che è di famiglia povera, rimane a Milano per lavorare. Fa il tubista. Nel 1929, l’anno della grande crisi, si ritrova disoccupato e si arrangia fino a mettere in piedi la Frigoriferi Angelantoni. Nel Dopoguerra lascia poi perdere il settore domestico allorché Borghi e Zanussi cominciano a produrre frigo in larga serie e si specializza nel freddo industriale: nel 1952 realizza la prima camera climatica, nove anni più tardi è il primo in Europa a scendere sotto i meno cento con compressori meccanici. Nel 1968 Giuseppe Angelantoni, che ha cinque figli, tre maschi e due femmine, ha nostalgia di casa. Meglio, vuole fare qualcosa per il suo paese di origine. Fonda a Massa Martana la Angelantoni Centrosud, abbandona Milano dopo 45 anni e si trasferisce in Umbria. Lasciando i figli a Milano ad occuparsi dell'azienda.
Studi e sport. Gianluigi è il quarto dei cinque figli. E il terzo dei tre maschi: il primo è Cesare, 1937 e una laurea in economia; il secondo è Oreste, scomparso nel ’94; e il terzo è lui, liceo scientifico al Gonzaga, esperienze di calcio prima nella Pirelli che in quegli anni è la succursale calcistica dell’Inter e poi nella squadra De Martino dell'Inter stessa, finché il padre lo pone di fronte ad una scelta: università o università. Gianluigi si iscrive così a ingegneria a Pavia ma abbandona dopo i primi tre anni. Già lavora in azienda occupandosi delle camere climatiche. Così, quando nel 1977 c'è bisogno di allargarsi e a Precotto non è possibile, si trasferisce anche lui in Umbria. Nell’81 lo seguirà Oreste, responsabile dei frigo biomedicali, mentre Cesare resterà a Milano ad occuparsi dei frigo industriali. Nel 1994 Gianluigi prende le redini del gruppo che da quell'anno si chiama Angelantoni Industrie; la sorella più grande, Angela, diventa presidente mentre la sorella più giovane, Annalisa, è responsabile della società commerciale nel biomedicale. E l’azienda comincia a fare shopping di società con prodotti complementari ai propri: a Norimberga compra un’impresa che fa sistemi di vibrazione, nei pressi di Parigi rileva una società leader nei sistemi di crash-test, nel 2001 entra in Cina fondando nei dintorni di Pechino una società di camere climatiche ma in grado di produrre anche congelatori per il biomedicale, nel 2006 entra in India rilevando a Pune, vicino a Mumbai, un’altra impresa di camere climatiche. Dice: «Nessuna delocalizzazione in quanto i prodotti sono venduti localmente». Oggi il gruppo ha 700 dipendenti di cui la metà fuori dall’Italia, otto stabilimenti e un fatturato di 122 milioni di euro (il 28% realizzato direttamente all'estero).
Nuove attività. Sposato con Roberta Molho, sorella di Renata che scrive di moda per il Sole-24 Ore, una figlia trentenne con alle spalle una laurea in scienze politiche e un paio di master, Federica, provetto subacqueo, Angelantoni ha ampliato la gamma delle attività rilevando a Binasco una società che produce macchine di deposizione a film sottile. Cioè? Macchine, a esempio, che depositano ossido di silicio sugli schermi dei cellulari della Nokia in modo da renderli più duraturi, macchine utilizzate dall’Enea nel progetto Archimede per produrre i tubi ricevitori che userà l’Enel a Priolo per trasformare la locale centrale turbogas in centrale solare. Ed è proprio il settore delle energie rinnovabili quello in cui la Angelantoni vuole crescere accanto al biomedicale e ai simulatori. Acquisendo anche altre aziende. E in questa ottica già dal 2003 ha ceduto il 13% del capitale alla Mps venture, la società del Monte dei Paschi che la porterà in Borsa nel 2008.
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