Angeletti: con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare

da Roma

Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, indispettito per l’uscita del ministro Brunetta? È vero che bisognerà andare avanti anche senza il sindacato?
«Ma mi pare che la sua uscita sia solo tattica. Tra l’altro evoca un potere di veto che noi in questa vicenda non abbiamo».
Poi, in realtà, il governo sembra più che disponibile a venirvi incontro.
«Il fatto è che in questo momento il nostro vero interlocutore deve essere chi quel piano lo ha preparato e lo dovrà applicare, non il governo».
Quindi la cordata di imprenditori. Le indiscrezioni sul piano la rassicurano?
«Non possiamo basarci sulle interviste, anche perché a noi servono informazioni certe sulla flotta, sulle tratte, sui tempi».
Ad esempio chiedete garanzie sulle tratte internazionali...
«Sono problemi legati. Per fare 10mila chilometri servono aerei giusti, Alitalia non ne ha molti e ordinarli comporta tempi lunghi».
Quindi siete d’accordo se si dovesse aggiungere un partner straniero?
«A noi in realtà non interessa nemmeno tanto che la cordata sia italiana. La cosa importante è che ci siano aerei che partono dall’Italia e tornano in Italia. Non possiamo impiegare quatto ore in più per andare in Cina o negli Stati Uniti. Poi quelle intercontinentali sono le uniche tratte che danno profitti. In Europa c’è una concorrenza fortissima delle low cost».
Per questo si dice che state chiedendo il monopolio delle tratte interne per la nuova compagnia? Non temete ci possano essere ripercussioni sui costi dei biglietti?
«Questa polemica non la capisco. Siamo gli unici in Europa ad avere un mercato interno aperto. Negli altri paesi i vettori nazionali controllano dall’80 al 90 del mercato interno».
Lei ha detto chiaramente che un’ intesa andrà comunque trovata, ma la Cgil sembra avere posizioni più nette.
«Mettiamola così, questa è una vertenza nella quale l’opinione di noi sindacalisti ha un’ importanza relativa. Quello che conta veramente è ciò che pensa chi rischia di più, chi potrebbe perdere il posto di lavoro. Sono loro che bisognerebbe ascoltare».
Non pensa che nel naufragio Alitalia anche il sindacato abbia responsabilità?
«Non era un’ impresa capitalistica. E comunque nella nuova compagnia cambieranno molte cose anche nel modo di fare sindacato. Le relazioni sindacali non saranno più quelle di Alitalia e assomiglieranno più a quelle che ci sono alla Fiat o alla Piaggio».