Gli angeli con il basco blu arrivano anche a Genova: ma Tursi non li considera

(...) camallo. Un ragazzone tutto muscoli, come lo è il loro numero, il milanese Mario Furlan, giornalista e docente universitario. Con loro non portano armi. Ci mancherebbe. E nemmeno un manganello. Alla cintura hanno attaccato un marsupio con i generi di primo porto soccorso. L'unica loro arma è un cuore grande così. Perché aiutano tutti. Ma non sono nemmeno nati ieri. Anzi. In tasca hanno pure un cellulare tecnologicamente all'avanguardia. In grado di navigare su internet, scattare foto e riprodurre filmati che, in tempo reale, vengono raccolti da una centrale operativa. Collegata poi, anche col 118 e con le forze dell'ordine. Una chicca donata dalla BJ Consulting di Ivrea, che ha costruito l'ultimo grido della tecnologia di sicurezza apposta per vigili del fuoco, protezione civile e polizie di mezzo mondo.
«Non chiamateci ronde. Per carità. Noi facciamo sicurezza solidale. Ci poniamo in modo amichevole con tutti. I nostri volontari, a livello italiano sono per il 40 per donne e per il 30 per cento extracomunitari. E ne siamo fieri».
Mario Furlan, leader dei City Angels, ha presentato ieri al municipio di centro est la nuova sezione genovese dei volontari, che si aggiunge alle altre dieci già sparse sul territorio nazionale, da Milano, dove i baschi azzurri sono un centinaio, a Roma, Napoli, Torino, Bologna. I genovesi che hanno aderito nei giorni scorsi sono stati una trentina. Ma, alla fine, ne sono stati scelti soltanto dieci in base a una rigorosa scrematura, per serietà e affidabilità, da parte dei responsabili dell'organizzazione. Per adesso è stato pure difficile trovare una sede. Gli unici che hanno risposto all'appello degli Angeli di strada sono stati i responsabili del municipio del centro cittadino. Il sindaco Marta Vincenzi, così come gli assessori, finora nicchiano. Non certo come in altre realtà dove i primi cittadini si sono subito prodigati per offrire una sede ai City Angels e concordare le passeggiate notturne nelle zone più bisognose e nei quartieri più poveri. Fino a domani i neo City Angels genovesi seguiranno un corso di formazione. Poi, dalla prossima settimana, accompagnati anche da tutor esperti, cominceranno a compiere le loro passeggiate nel centro storico partendo proprio dalla sede provvisoria di salita del Prione concessa grazie all'interessamento di Milena Pizzolo. Si pensa a un paio di giorni la settimana, con il servizio solidale nella fascia oraria compresa tra le 21 e mezzanotte. Ma i City Angels, che pagano pure un'iscrizione di 35 euro a cranio per fare solidarietà, e non hanno ricevuto niente dal Comune, contano in poche settimane di triplicare il gruppo e forse, se saranno ospitati anche dal municipio del ponente, andranno anche nelel zone calde di Sampierdarena. Madrina dei City Angels genovesi è stata scelta la popolare giornalista televisiva Franca Brignola che ieri mattina ha polemizzato con Palazzo Tursi per avere trovato una sede per i gay, ma non per chi fa volontariato al servizio della gente.