Gli angeli col camice che parlano ai malati

Si riconoscono dalla divisa azzurra e sono presenti in tutti i nosocomi. Ma ora cercano ancora aiuto

Stefania Antonetti

Vittoria è una maestra in pensione, single, classe 1944. Ogni lunedì mattina sale sul «18» destinazione ospedale San Martino. Marta, mamma e nonna, è in forza al reparto malattie infettive del Galliera. Anche per lei, il motto dell'Avo, associazione volontari ospedalieri, è un programma di vita: «Due ore e mezzo la settimana per dare un sorriso a chi soffre». Vittoria e Marta sono solo due dei 1600 «angeli azzurri» (dal colore della divisa indossata) che hanno scelto di arruolarsi volontariamente nel grande esercito dell'Avo genovese. «Soldati» in camice azzurro insomma nelle corsie degli ospedali della città, armati di spirito di solidarietà, ma anche aiuto e conforto ai malati durante la degenza, ai loro familiari, agli ospiti delle case di riposo e dei servizi per disabili.
«I malati in generale e gli anziani, in particolare, sentono la necessità di avere vicino qualcuno (non solo il medico e l'infermiere) che li ascolti, che faccia loro compagnia, che li aiuti durante il ricovero - dichiara Giorgio Colombo, presidente dell'Avo di Genova -. Una presenza amica per combattere quello stato di ansia, di solitudine e di sofferenza dei pazienti che alcuni hanno definito il dolore inutile».
Ai propri iscritti dunque l'associazione - presente in città dal 1978 -, chiede soltanto due ore e mezzo di impegno alla settimana; perché questo tempo, unito a quello degli altri può, anzi è, in grado di assicurare un servizio sempre più ampio. Così facendo in trent'anni di attività l'Avo è riuscita a essere presente negli ospedali San Martino, Galliera, Villa Scassi, Gallino e Gaslini e all'Istituto scientifico Tumori (Ist), all'Unità Operativa Disabili Asl 3, all'Istituto David Chiossone per ciechi nelle residenze protette di corso Armellini e Nostra Signora del Monte; nell'Azienda pubblica di servizi alla persona «E. Brignole» e nelle residenze sanitarie assistite di Castelletto, Rivarolo, Bolzaneto, Quarto, Doria, Quezzi e San Raffaele di Coronata.
«Il volontario dell'Avo non vuole in alcun modo sostituirsi o interferire con il personale medico e infermieristico - spiega Alessandro Magnano che cura i rapporti dell'associazione con l'esterno -. Il suo contributo alla struttura dove gratuitamente svolge il proprio compito ha il carattere di una collaborazione e niente di più».
Ciò che forse non tutti sanno di questa associazione è che, lungi dall'essere statici, gli «angeli azzurri» si aggiornano, si confrontano, imparano. Fiore all'occhiello e vanto dell'Avo è infatti la cura che viene posta nella preparazione professionale dei volontari che, dopo l'iniziale corso di formazione, viene completata e perfezionata attraverso lezioni di aggiornamento, conferenze e giornate di riflessione. Le iniziative dunque non mancano così come non manca la voglia di mettersi in gioco, come ad esempio la creazione del «Coro Avo» nel marzo del 2004. Gli esordi pur sostenuti da tanta buona volontà e impegno, sono stati infatti segnati da tanta improvvisazione ma, con l'ingresso del maestro Sergio Micheli, volontario al Gaslini, molte delle incertezze e delle difficoltà iniziali possono dirsi superate. Altra iniziativa di successo è senza dubbio la serata organizzata dai soci di sette Club Lions di Genova che si è conclusa con la promessa di portare avanti insieme alcune iniziative ma soprattutto qualche volontario in più all'Avo.
«Quello che manca sono proprio i volontari che non sono mai abbastanza - sottolinea ancora il presidente -. Speriamo di raggiungere al più presto, magari entro quest'anno, quota duemila, perché vorremmo essere in grado di sopperire alle tante esigenze che provengono specialmente dalle strutture per anziani, in particolare in estate».
Per iscriversi o semplicemente per conoscere meglio l'associazione, si può visitare il sito www.avogenova.it, oppure prendere contatto con il centro di formazione «Erminio Ermini» presso il Galliera (tel. 010.5634980/1, anche fax).