Gli angeli premiano i campioni: «Esempi per tutti»

Premiare modelli positivi di comportamento: con questa prospettiva Mario Furlan, fondatore dei City Angels, ha creato sei anni fa il premio «Il Campione». Un riconoscimento rivolto a chi, nell’arco dell’anno, si è distinto e ha portato avanti progetti per la comunità: «Per essere campioni - ha affermato Furlan - non basta diventare protagonisti dei mezzi di informazione, bisogna influenzare l’opinione pubblica».
Quest’anno le statuine - che rappresentano un uomo con un grande cuore in mano - sono state consegnate a 12 prescelti per altrettante categorie. Da Vito Noto, il gerontologo che ha creato la rock band di ultraottantenni «Vito & gli Eneas» - premiato dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi - a Silvia Parente, «campione per lo Sport» e due volte medaglia di bronzo nello sci alle Paraolimpiadi; dal «campione per la Comunicazione» Emilio Pozzi, giornalista che insegna italiano a San Vittore, a Rodolfo Masto dell’Istituto dei ciechi. Fra i premiati il direttore d’orchestra Daniel Barenboim, che ha dato vita ad una orchestra israelo-palestinese, e Paolo Zegna presidente del gruppo Ermenegildo Zegna che ha creato, nel biellese, un’Oasi per la valorizzare l’area montana. «Campione per il volontariato» è Lamberto Bertolè, fondatore di Arimo, comunità per ragazzi difficili: «Ci proponiamo come alternativa al carcere minorile - ha detto Bertolè - perché non permette un recupero e due ragazzi su tre che vi vengono rinchiusi finiscono per ritornarci. Bello sarebbe se il Beccaria non esistesse più». Patrocinavano l’evento Daniela Javarone, presidente di Amici della lirica, e il filosofo Stefano Zecchi. La giuria era composta dai direttori di 11 quotidiani italiani: fra questi, Maurizio Belpietro de Il Giornale, Ferruccio De Bortoli de Il Sole 24 Ore, Paolo Mieli del Corriere della Sera e Vittorio Feltri di Libero.
Quest’anno anche tre premi speciali: uno al giovane down Alessandro Trevisan per la partecipazione al film di Ettore Pasculli «Amico segreto», girato a San Patrignano, gli altri - «alla memoria» - sono andati a Bruno Lauzi e a Suor Leonella Sgorbati. La missionaria, accoltellata il 17 settembre da due fanatici musulmani, era da cinque anni ricoverato a Mogadiscio: in un’intervista poco prima della morte - e proiettata durante la premiazione - aveva lanciato un messaggio forte per la fratellanza fra fedi diverse. Durante la cerimonia si è anche ricordato il contributo dato dai City Angels alla comunità: «Difficile immaginare Milano senza City Angels - ha detto presidente del Consiglio provinciale Vincenzo Ortolina -. I costi, sociali ed economici, sarebbero altissimi». Mentre l’assessore all’Edilizia della provincia Irma Dioli ha ricordato l’impegno dei City Angels all’Idroscalo: «Con la loro presenza la zona è più sicura - ha affermato -. Il 30 per cento dei volontari è straniero: è una risorsa fondamentale per la mediazione con persone di diversa cultura, e aiuta a gestire situazioni difficili».