Angelina, il pancione e Kung Fu Panda

Angelina, che ha fatto passerella sulla Croisette con il pancione (<strong><a href="/video.pic1?ID=festival_jolie">guarda il video</a></strong>), doppia la tigre del <strong><a href="/a.pic1?ID=261916">cartoon presentato fuori concorso</a></strong>: &quot;Questo film insegna ai bambini ad essere fieri di loro stessi&quot;

Cannes - Angelina Jolie è la regina del Festival di Cannes con due film. Nel primo - fuori concorso e presentato ieri - mette solo la voce, pericolosamente vellutata, come dev’essere quella della tigre di Kung Fu Panda, magnifico cartone animato di John Stevenson & Mark Osborne. L’altro film, dove la Jolie recita da madre di un bambino rapito, è Scambio di Clint Eastwood, autorevolissimo candidato alla Palma d’oro.

Non sono queste tutte le sue date. Ecco le altre: il 9 luglio Kung Fu Panda uscirà in Francia, ed è un dettaglio commerciale. Quel che più conta, anche se è commerciale indirettamente, è che «il 29 agosto in Francia nasceranno i miei due gemelli». Perché qui? Ma perché lei ha origini francesi. «I miei primi bambini - ha specificato - cominciano a parlare francese».

La Jolie era al Festival anche l’anno scorso, ma col marito, Brad Pitt: insieme presentavano Un cuore grande di Michael Winterbottom, da lei interpretato e dal marito prodotto. Il film era tratto dall’autobiografia della vedova - d’origine francese - di Daniel Pearl, rapito e ucciso in Pakistan. In Italia Un cuore grande, libro e film, sono usciti di recente (dvd Paramount).

Quando ieri la Jolie è comparsa alla stampa, l’ampio abito bianco le lasciava scoperte le spalle, come quando recitava da madre di Colin Farrell (d’un anno minore di lei!) in Alexander di Oliver Stone: di conseguenza mostrava anche il tatuaggio sul braccio sinistro. Meno eleganti dell’abito, le scarpe - la signora ha detto anche la marca! - si giustificavano con lo stato interessante, oltre che con la sponsorizzazione...

Anoressica lo scorso anno, ora arrotondata dalla doppia gravidanza, la Jolie ha cambiato anche gli atteggiamenti. Già dea del sesso e dell’omosesso, ha preso atto che il tempo passa, non tanto per lei, quanto per il suo pubblico, che - invecchiando - diventa meno trasgressivo. Gli attori, le attrici interpretano sempre un ruolo; lo adattano solo alle circostanze...

Ieri Angelina sedeva accanto al partner di doppiaggio, Dustin Hoffman, meno prestante ma più celebre di lei. Ebbene, per restare nella consanguineità, il padre di Angelina, Jon Voight, proprio con Hoffman divenne attore in Un uomo da marciapiede di John Schlesinger! In questo clima da embrassons-nous, la Jolie si trovava a suo agio e prendeva toni distaccati: «Sono fortunata di esser un’artista. Non guardo dall’alto il resto del mondo. A casa, coi figli, non c’è differenza fra me e un’altra donna».

La considerazione le è stata suggerita dal tema della solidarietà, più cara ai giornalisti di spettacolo che a quelli di politica. E poi si sa: la libertà di costumi degli attori è spesso bilanciata ostentando filantropia. Così sono fioccate sulla Jolie domande da patronessa di beneficenza. Appena appena manierata, lei ha accondisceso: «Ho aiutato la Birmania dopo il tifone, aiuterò lo Szechuan cinese (la terra dei panda ndr) dopo il terremoto». Vasto programma: dato il numero degli abitanti, o restano poveri loro o lo diventa la Jolie. E così era presto giunta la precisazione: «Mi sto dando da fare perché i media se ne occupino e stimolino gli aiuti». Prevenendo che le si domandasse perché si caricava dei mali del mondo, la Jolie ha spiegato che la sua sensibilità per l’area asiatica, dopo quella per l’area africana, non era dovuta solo al fatto che Kung Fu Panda si svolge in Cina (e qui punti a grossi incassi, in coincidenza con le Olimpiadi). «Due dei miei figli adottivi - ha ricordato - sono asiatici e per me è emozionante esplorare la storia di quei Paesi». Va bene, ma il film? «Kung Fu Panda non è solo svago, perché insegna ai bambini ad esser fieri di loro stessi, a non voler esser diversi da quelli che sono». E in questo di sicuro ha ragione.

Incanalato ancora nell’ambito della prole, il discorso ci è restato fino alla fine: «I miei tre figli maggiori - ha continuato la Jolie - hanno già visto Kung Fu Panda. Ma avrei lavorato volentieri in questo cartone animato anche se non avessi e aspettassi bambini».

L’appuntamento con questa versione della Jolie, madre di ogni bambino, è dunque per il 29 agosto: del resto le regine di Francia non partorivano in pubblico?