Ani DiFranco, la ribelle del rock

Ti fanno credere che in giro ci siano decine di geni, protagonisti della scena rock degni dei grandi del passato. Poi li ascolti e scopri che al massimo non sono che mediocri comparse. Ani DiFranco, invece, è un vero talento. La folk singer in abiti punk è forse una delle poche artiste che riesce a raccontare (e a raccontarsi), incarnando in maniera credibile la rabbia e la voglia di cambiamento della sua generazione. È così fin dal '90: da allora, l'inquieta 37enne di Buffalo licenza almeno un disco all'anno e difende la propria indipendenza curando ogni dettaglio della sua produzione. E sempre da allora la cantautrice-chitarrista non manca di denunciare le storture della società americana che alterna a disarmanti confessioni di vulnerabilità sul fronte personale. Complice la maternità, le è parso opportuno guardarsi indietro e tirare un primo bilancio artistico. Ovviamente questo scricciolo di cantautrice dall'occhio vispo e la volontà di ferro, l'ha voluto fare alla sua maniera. E, cioè, dando alle stampe un'imponente raccolta retrospettiva, il doppio cd «Canon», nel quale trovano spazio anche brani storici del suo repertorio registrati ex novo con l'ausilio del fedelissimo bassista Todd Sickafoose e dalla batterista jazz Allison Miller. Gli stessi musicisti con cui la DiFranco, definita «l'anello di congiunzione tra Guthrie, Dylan, Baez e i Ramones», si esibirà stasera.
Ani DiFranco
Rolling Stone, corso XXII Marzo 32
stasera, ore 21
ingresso 22 euro