Animal Collective al debutto in città

Dalle campagne di Baltimore County, nel Maryland, a Brooklyn, l'ombelico di New York: il passo non sarà breve, ma David Portner-Avey Tare, Panda Bear, Conrad Deacon-Deaken e Brian Waltz-The Geologist, in arte Animal Collective, l'hanno coperto in un lampo con la proposta musicale più bizzarra che l'America alternativa post Duemila abbia mai proposto. Il collettivo, dal vivo per la prima volta a Milano, si professa fan devoto del poeta Walt Whitman (l'autore di Foglie d'erba) e dichiara di cercare la comunione smarrita con la Natura promuovendo un meltin' pot rumorista che mette assieme primitivismo folk, rock libero da forme e gabbie stilistiche, un pizzico di insanità pop alla Brian Wilson e alla Syd Barrett, colate di suoni e distorsioni trovati chissà dove e incisioni elettroniche di terz'ordine. In questo calderone, gli Animal Collective, incensati dalla critica indi e in patria come in Europa, si presentano sul palco travestiti con maschere e abbigliamenti grotteschi e se provate a chiedere loro quali artisti amino, vi lasceranno a bocca aperta citando alla rinfusa Love (i rocker psichedelici californiani anni Sessanta), Eric Satie (il più anticonformista tra i compositori del Novecento) e l'elettronicista austriaco Christian Fennesz. L'ultimo disco dato alle stampe risale al 2005 e s'intitola «Feels», l'album della cosiddetta svolta pop degli Animal Collective. Pop per modo di dire, naturalmente, dato che la vena elettro-melodica risulta immersa in una sinfonia di rumorismi bucolici e stratificati. E nel frattempo è pronto (e in uscita) il nuovo «Strawberry Jam».
Animal Collective
Circolo Magnolia, Idroscalo
stasera ore 22
ingresso 5 euro