Animali campioni di vizi: si drogano e si ubriacano

Che le droghe e l’abuso di alcool facciano male, anzi malissimo è cosa nota. Purtroppo sono molte le persone dedite a questi vizi. In realtà anche nel passato l’uomo ha fatto uso di sostanze stupefacenti, tenendo nascosto questo vizio e forse vergognandosene, oggi invece pare addirittura una moda! Non ci crederete ma questa cattiva abitudine è praticata anche da alcuni animali. Da sottolineare che le bestie dedite a ciò sono poche. Le ricerche etologiche condotte in ambiente naturale ci svelano con che cosa alcuni animali si dopano: erbe, bacche, frutti fermentati, radici, etc.
Per esempio ci sono alcuni elefanti che si «ubriacano» mangiando i frutti di una palma (palmira marula) che caduti dagli alberi quando sono maturi, fermentano producendo alcool. È stato osservato che anche loro, come nell’uomo, hanno una prima fase euforica che li induce a fare cose anormali: danze strane e spesso si radunano in gruppo e iniziano a scorrazzare avanti e indietro velocemente diventando pericolosi poiché distruggono tutto ciò che incontrano, come accadde nel 1995 dove un villaggio sperso nella foresta del Bengala del nord fu raso al suolo (5 morti e numerosi feriti). Esistono anche i gatti «sballati». Alcuni di essi si dopano mangiando erbe narcotiche, come la Nepeta Cataria, il Teuclum Marum e la Valeriana, che non hanno nulla a che fare con le erbe di cui si nutrono solitamente. La Valeriana ha un effetto allucinogeno nei mici,si è appurato perché si mettono a giocare con le cosiddette farfalle fantasma, cioè con qualcosa che non esiste. È stato scoperto che l’induzione all’uso di droghe in alcuni gatti è determinato da un vero e proprio gene, insomma un gene malato. Questo comportamento è stato riscontrato anche nelle tigri e pare che alcuni domatori di tigri nei circhi asiatici usino delle erbe particolari per «tranquillizzarle».
In Messico le capre si intontiscono con il «fagiolo del mescal», allucinogeno ben noto anche agli uomini. Alcune di esse osservate da uno studioso americano, dopo aver mangiato la pianta e i suoi fagioli, tremavano, cadevano al suolo, si rialzavano e tornavano a pascolare quella pianta. Continuarono a cadere e rialzarsi per tutto il giorno sotto il caldo sole, qualcuna collassata non si rialzò più e morì.In California sono famose le sbornie di alcuni pettirossi. Questi pennuti fanno indigestione delle «bacche di Natale» degli agrifogli, diventano disorientati e confusi, volano in modo errato, cadono, traballano sui cornicioni e si schiantano sui vetri delle finestre o delle auto. Il tordo californiano si «fa» con il Toyon, una bacca. Questi animali quando mangiano il Toyon si inebriano a tal punto da perdere completamente i freni inibitori della paura, mettendosi a cacciare i gatti e scagliandosi contro di loro: a volte i mici scappano, altre i tordi «ci lasciano le penne».
L'ultimo caso scoperto è quello della formica gialla, vive in oriente ed Australia. Sono animali aggressivi, si muovono in gruppo e divorano tutto ciò che è commestibile, ma quando incontrano un coleottero, l’olomecusa, stranamente non la fanno fuori; la catturano e la portano nel formicaio. A quel punto il coleottero comincia ad espellere un liquido che le formiche succhiano avidamente: l’effetto è devastante: per 20 minuti vivono una sorta di delirio, non si reggono più sulle zampe e sbattono contro le pareti del formicaio.