Animali che passione Mucche, rane e gattini fanno ricco il design

Vendute due milioni di caffettiere maculate. E gioielli con il dodo, da 12 anni leader sul mercato

Al ferro di cavallo e alla coccinella ci arrivavano anche i nostri nonni. Ma il gufo, la civetta, lo scarabeo, il gatto, il ranocchio, il geco e poi anche l'aragosta, il pinguino, la mucca, il maiale e via elencando, sono una novità tutta dei nostri tempi. Una novità che vende, e vende benissimo.
Stiamo parlando di tutte le possibili forme che l'oggettistica contemporanea ha mutuato dal mondo animale sia per creare originali portafortuna sia per complementi di arredo delle nostre case. Non ci credete? Fatevi un piccolo esame di coscienza e vedrete che, in tasca, sulla scrivania, appiccicato al frigorifero, attaccato al mazzo di chiavi o in bella mostra in cucina avrete anche voi qualche oggetto di forma zoomorfa assolutamente impensabile fino a poco tempo fa.
Si va dalle ciabattone con le corna ad alce, ai magneti a forma di maialino. E che dire del geco porta fortuna, del gallo (molto usato in Meridione) o del ranocchio, che abbiamo rubato alla tradizione cinese, senza dimenticare gli evergreen come il gufo, la civetta o lo scarabeo al collo?
Alla Happy Design di Milano, uno studio che ha svolto commesse anche per la Disney, si sono inventati uno schiaccianoci tutto rosso a forma di fauci di coccodrillo: non è un portafortuna, mi rassicura Hiroshai Ono, designer giapponese, ma un utile accessorio per la cucina che piace molto ai giovani. «Devo tuttavia ammettere che il mio animale preferito è l'elefante: una volta ho creato un termometro per bambini a forma di elefantino» racconta Ono. Il punto però è questo: non piacciono solo ai bambini questi gadget zoomorfi. Qualsiasi sito specializzato nelle vendite on line di oggetti di design, propone infinità di prodotti di questo genere. Un gruppo di ragazze di Los Angeles e che, sotto il marchio «I Golfini della nonna», producono peluche di ogni genere, e poi, a prezzi variabili a seconda dei prodotti: una bilancia a forma di faccia di maialino, un pinguino-robot per la cucina, pigiami (linea Benetton compresa) che strizzano l'occhio al mondo animale, borse che ricordano un'anatra o una pecora, guanti da forno a forma di ogni specie delle creature terrestri.
Sarà voglia di protezione o desiderio di prendersi poco sul serio, fatto sta che gli animali fanno vendere. Lo sanno bene a casa Bialetti dove ancora si fregano le mani per il successo che «Mukka Express», una particolare caffettiera a forma di mucca che fa il cappuccino, continua a ottenere in Italia e all'estero. Edoardo Acciarino, direttore Advertising e della comunicazione del gruppo, racconta: «La nostra Mukka è diventata un fenomeno. Fino ad oggi abbiamo venduto circa 2 milioni di pezzi e il mercato americano è molto interessato, tanto che risulta l'item più venduto in una delle loro catene commerciali più importanti. Il cappuccino è una bevanda che ricorda l'infanzia, morbida e auto-gratificante - spiega Acciarino -. Così la mucca è un animale pacioso, mansueto».
C'è invece - e anche questa è una storia di successo - chi ha deciso di puntare sugli animali dando un contenuto etico ai prodotti in mostra nelle preziose vetrine delle gioiellerie. Lo ha fatto Pomellato con il marchio Dodo, da 12 anni sul mercato. Dodo è il nome di un animale scomparso che viveva nella isole Mauritius: la linea di gioielli dalle forme animali sostiene con un contributo annuale i progetti di Wwf Italia e si distingue perché accosta a ogni animale un messaggio, quasi un sms. Quest'anno le vendite hanno premiato la stella marina («Sono fragile») e la farfalla («Amo la libertà»). I più audaci poi, con il motto «Tu mi tenti», hanno scelto il serpente.