Gli animali domestici per i bimbi sono come fratellini

da Roma

«Il mio gatto è parte della famiglia» dice una bambina. «Io e il mio cane guardiamo la tele insieme e quando sono arrabbiato lui lo capisce e mi consola», risponde un altro. Queste sono solo alcune delle risposte degli 80 bambini di quarta elementare di una scuola di Roma che hanno lavorato con l’Istituto di Scienza e tecnologie della cognizione del Cnr al progetto «Ricerca ed etica: osservare capire e rispettare», finanziato dal Miur sugli aspetti etici legati al rapporto e alla convivenza tra i bambini e gli animali.
Quali sono gli atteggiamenti che contraddistinguono il rapporto tra bambini e animali? Nessun sentimento pietistico e nessuna mancanza di rispetto, come ad esempio vestire l’animale per proteggerlo dal freddo, ma coccole e attenzioni oltre che una profonda conoscenza dei loro bisogni e delle loro abitudini. Ma non solo, si scopre che le bambine sono più sensibili e attente rispetto ai maschietti: questi ultimi infatti concepiscono gli animali più in senso utilitaristico e non hanno nessun problema ad affermare: «Gli animali servono agli uomini e non c’è nulla di male nel mangiare la carne». Entrambi però sono d’accordo nell’attribuire agli animali sentimenti umani e a considerarli parte della famiglia.
«Lo scopo della nostra iniziativa - spiega Elsa Addessi - era quello di valutare le attitudini dei bambini verso gli animali, quello di stimolarli ad avere maggiore spirito critico verso di loro, ad avere per così dire un atteggiamento più distaccato. Insegnare cioè ai bambini che l’animale va rispettato senza trattarlo come un essere umano».