Animali domestici? Niente rischi Ma non trattateli come peluche

In Italia 14 milioni di famiglie hanno cani, mici o uccelli in casa Ma tutti gli infettivologi confermano che l’allarmismo è immotivato

Luigi Cucchi

Cresce la paura dell’infezione. Dopo le anatre, le oche, i cigni, ora anche alcuni gatti sono stati infettati dal virus dell’aviaria. Vivevano in stretto contatto con animali selvatici, forse si sono nutriti delle loro carni. Ma la paura aumenta. Dopo il crollo del consumo delle carni di pollo ora alcuni cominciano ad osservare con apprensione gli animali che vivono nelle nostre case. Tutti gli infettivologi ci confermano che ogni allarmismo è immotivato, che in Italia sono state adottate tutte le misure per controllare la situazione, che non vi è il rischio di diffusione dell’epidemia, che i nostri allevamenti avicoli sono sicuri, ma la paura avanza ed anche gli animali da compagnia sono suscitano in alcuni stati d’ansia. Qualsiasi timore è ingiustificato. Lo affermano i veterinari ed i responsabili della fitta rete di controlli sanitari. Continuiamo ad amare gli animali che vivono nelle nostre abitazioni, piuttosto adottiamo un atteggiamento più rispettoso delle giuste norme igieniche e trattiamo gli animali con affetto, ma senza stravaganze. I nostri meravigliosi animali non sono dei bubu che sostituiscono la copertina di Linus per allontanare le nostre fobie. Rispettiamoli ed apprezziamoli per quello che ci danno, ma consideriamoli sempre degli animali.
In Italia vi sono 14 milioni di famiglie proprietarie di animali da compagnia, secondo i dati di Assalzoo. I gatti sono 6,7 milioni, i cani oltre 6,4 milioni. Conviviamo poi con 13 milioni di uccelli, 24 milioni di pesci, più o meno rossi ed altri 2,4 milioni tra criceti e piccole creature.
Per questi animali da compagnia spendiamo 1241 milioni di euro per alimentarli, altri 479 milioni tra accessori, lettiere, cosmetici e farmaci e 503 milioni per servizi veterinari, pensioni, toelettatura, assicurazioni. La spesa totale raggiunge i 2223 milioni di euro.
L’analisi del rapporto tra bambini e animali da compagnia dovrebbe spingerci all’adozione di una maggiore igiene, soprattutto se si considera che l’80% dei bambini bacia gatti e cani, il 38% divide con loro il cibo mentre guarda la televisione ed il 28% lo fa sempre quando pensa di non essere osservato dai genitori. Inoltre il 21% dei bambini permette al proprio animale di leccare il viso e le dita sporche di cibo ed il 36% dei genitori ammette che il proprio figlio non si lavi le mani dopo aver giocato con loro. Tutti gli animali domestici, in particolare gatti e cani, necessitano poi almeno una o due volte ogni anno di un controllo dal veterinario. Troppo spesso alcune malattie vengono infatti sottostimate. Novartis Animal Health (NAH), azienda del settore farmaceutico rivolta a migliorare la salute e la qualità della vita degli animali da compagnia, invita a considerare le reali esigenze delle famiglie e dei loro ospiti a quattrozampe e per questo sta svolgendo una campagna di sensibilizzazione rivolta alla prevenzione ed alla cura dell’insufficienza cardiaca nel cane. In Italia ci sono oltre due milioni di cani con oltre 7 anni di vita, pari al 45% della popolazione totale canina. Circa il 25% tra i cani anziani soffre di questa malattia (oltre 700.000 animali), con gravi problemi e disturbi alle normali condizioni di vita. Solo il 4% di questi soggetti, tuttavia, è correttamente trattato con visite periodiche specifiche e farmacoterapia. Queste ultime, se abbinate, consentono un allungamento davvero rilevante dell’aspettativa di vita media dell’animale.
Tuttavia sono proprio i proprietari dei cani a sottovalutare l’importanza del trattamento e, come dimostrato da una recente ricerca, oltre il 75% dei proprietari smette il trattamento dopo solo 1 mese ai primi segni di miglioramento dei sintomi. In realtà un cane affetto da insufficienza cardiaca deve essere trattato quotidianamente e per tutta la sua vita con la terapia prescritta o il peggioramento delle sue condizioni sarà inevitabile. Infatti, anche quando il trattamento viene ripreso, si è nel frattempo determinato un ulteriore irreversibile deterioramento del quadro clinico, destinato ad accorciare il tempo di sopravvivenza dell’animale. Dal 15 febbraio è inoltre attivo un numero verde (800-134754), per fornire informazioni e supporto sul problema filaria a tutti coloro che preferiscono utilizzare il telefono. Il servizio è attivo dal lunedì al giovedì dalle 11.00 alle 14.00 e prevede la disponibilità di un medico veterinario.