Animalisti? Sì ma solo durante l’orario d’ufficio

C’è un orario da rispettare, per gli animali della Capitale, per non mettere a repentaglio la propria vita. Per gli uccelli, ad esempio, è quello di apertura del pronto soccorso della Lipu, la lega italiana per la protezione dei volatili. Cioè fino alle 17.30. Non un minuto di più. Altrimenti sono costretti a scoprire l’amara indifferenza di gran parte della razza umana. La scarsa fiducia nell’orologio l’hanno pagata cara quattro rondinelle, due appena nate, cui il solito temporale estivo - l’altra sera - ha sconquassato irrimediabilmente il nido. Sono finite per strada, in zona San Giovanni, alla mercé di autoveicoli e felini. La provvidenza ha voluto che qualcuno le raccogliesse in una scatola, con i resti del nido, e le conducesse in un condominio dove s’è cercato di dar loro una prima assistenza. Hanno fatto seguito i tentativi per trovare una soluzione definitiva. Prima al vicino centro dell’Enpa, l’ente per la protezione degli animali, in via Terni. Qui la rappresentante dell’Ente, alla vista della scatola, informata del contenuto, sbrigativamente ha liquidato la pratica con un «Fuori perché in sede ci sono i gatti». Nemmeno un telefono utile, niente di niente. La via crucis delle telefonate: allo 060606 del Comune ben tre operatori forniscono un numero dei vigili urbani, sempre occupato. Alla Asl non risponde nessuno. Chiuso anche l’Ordine dei veterinari. Alla Lipu c’è una segreteria telefonica che conferma la chiusura alle 17,30 e dà un consiglio: mettere gli uccelli in una scatola e dar loro da mangiare pezzettini di carne. Ma l’operatore che risponde al 1515 della Forestale è categorico: niente carne, rischiate di farli strozzare. «Metteteli sul terrazzo condominiale, forse la madre li ritrova» è il consiglio. Il loro servizio, ahimè, si occupa solo di specie protette. Insomma, meglio essere un gufo che una rondine. Dopo due ore di inutili tentativi telefonici, i quattro sfortunati esseri viventi vengono sistemati sul terrazzo condominiale, in un’area un po’ riparata, con la speranza che riescano a sopravvivere. Il miracolo avviene. Gli uccelli si sistemano uno sull’altro, forse in attesa della telefonata alla Lipu. Qui la clinica funziona bene ma gli uccelli bisogna portarceli. Da San Giovanni ai Parioli non è proprio una passeggiata. E chi è rimasto nel condominio, per lo più studenti e anziani, non ha un autoveicolo. Ripartono quindi le telefonate, mentre gli uccelli, ormai stremati, vengono sistemati nell’atrio del condominio, nella speranza che qualcuno s’impietosisca. Ottengono qualche briciola di pane, un po’ d’acqua ma dalle telefonate ancora tentativi a vuoto, compreso quello all’Ufficio per i diritti degli animali (sic!), che «non fa questo servizio». La provvidenza, per fortuna, non rimane a guardare. Come in un film di Frank Capra veste i panni di un’agente della polizia provinciale. La signorina, al telefono, garantisce di fare il possibile. E in effetti ritelefona annunciando il suo arrivo con una pattuglia. Da viale Doria Pamphili, un’oretta di percorso per salvare almeno una vita. Di esistenze se ne salvano due, quella della rondine più grande e quella della più piccola. Le due rondini di San Giovanni stanno bene. E meglio stanno anche gli abitanti del condominio che le hanno salvate.

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