Animazione Il ritorno della «Rosa di Bagdad» Mostra-convegno sul capolavoro dimenticato

Oggi e domani a Bornato (BS), si svolgerà la mostra-convegno, in collaborazione col Fai, sul film d’animazione «La rosa di Bagdad» (info: 030-7255014, www.infranciacorta.com), realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale da un’equipe guidata dall’imprenditore Anton Gino Domeneghini (Darfo, 1897 - Milano, 1966). Tra il 1925-1960 ha diretto Ima, la sua agenzia di pubblicità, osservando i primi passi oltreoceano di un certo Walt Disney: dopo aver visto nel 1937 il primo lungometraggio animato a colori, «Biancaneve e i sette nani», Domeneghini decide di tentare un’analoga esperienza cinematografica. L’entrata in Guerra dell’Italia (1940) blocca il mercato della pubblicità, motivo in più per sfruttare in modo diverso la sua azienda e cominciare, nel 1941, la realizzazione del primo lungometraggio italiano ed europeo d’animazione a colori: «La rosa di Bagdad», appunto. E’ una favola ispirata alle «Mille e una notte» e racconta le trame del perfido Giafar che vuole sposare la principessa Zeila e conquistare così il trono dello sceicco Oman. Sarà il giovane Amin a mandare a monte i suoi progetti. La Guerra complicherà gli sforzi produttivi: nell’ottobre del ’42 lo studio milanese di Domenighini è distrutto dalle bombe, ma lui trasferisce la squadra in due ville a Bornato (Brescia), in Franciacorta. Per la realizzazione del film, Domenighini aveva già scritturato i migliori disegnatori dell’epoca in Italia, tra cui Angelo Bioletto, autore delle figurine Perugina. Villa Fè, dove alloggiava con la moglie (e il bassotto), era utilizzata per lavorare. A Villa Secco, invece, dormiva il personale. «La cosa più straordinaria è il clima che si è creato per realizzare “La rosa“ - dice Carlo Ottavio Biondelli, marito dell’attuale proprietaria di Villa Fè -. Meneghini era protetto dal regime, ciò ha permesso all’equipe di continuare tranquillamente». Nel 1949 i disegni sono terminati e portati in Inghilterra per essere fotografati in Technicolor, e il compositore Riccardo Pick Mangiagalli scrive le musiche. Primo film d’animazione italiano doppiato in inglese (nel 1952), tedesco e olandese (1967) e con anche un’edizione americana, fino al 1990 la «rosa» cade nell’oblio: solo allora sarà restaurato e nel 1998, a seguito del progetto «Adotta un film», il comune di Milano finanzia un nuovo restauro sui negativi originali, recuperati da Fiorella Domeneghini direttamente in Inghilterra nei laboratori Technicolor. Ora l’Istituto Luce sta creando nuovo master HD.