Aniston e Diaz, ragazzacce alla conquista di Hollywood

«Ho esaurito gli uomini da scopare. Quindi o mi sposo o mi trasferisco». Era un grido di battaglia dell’unico boss di Sex and The City, Samantha Jones. Certo, la protagonista era Carrie Bradshaw e le altre tre solo un corollario, ma Samantha, che aveva quasi quarant’anni quando tutte le altre ne avevano ancora trenta, la sapeva più lunga fin dal principio, perché la vera cattiva ragazza è rimasta lei, fino alla fine. Sembra che per gli sceneggiatori di Come ammazzare il capo... e vivere felici (cioè Horrible Bosses) e Una prof da sballo (Bad Teacher), in uscita rispettivamente il 17 e il 31 agosto, sia davvero rimasto soltanto il modello Samantha, con un solo posto dove si può avere il controllo di un uomo: a letto. Il ritorno delle bad girls, dunque (già cliccatissime su Internet), ha i volti e i corpi di Jennifer Aniston e Cameron Diaz, due superfemmine che nemmeno nella vita si lasciano scappare le occasioni per mostrare il pugno di ferro in reggiseno di velluto.
E se sull’aggettivo nessuno ha dubbi, «Mai così cattiva» ha dichiarato la Diaz in un’intervista sul personaggio del suo film, magari su «ragazze» ci sarebbe da discutere, visto che entrambe le attrici girano intorno ai quarant’anni. Sarà la consapevolezza data dall’età, sarà che se una donna deve mettere la testa a posto e decidere che quel posto non può essere sempre sotto la cintura di un maschio, gli anta sono una minaccia reale, fatto sta che entrambi i film ed entrambe le cattive in questione conoscono tutti i segreti di ormoni e feromoni e non esitano a sfruttarli per prendere il comando.
La Aniston di Come ammazzare il capo... è l’aggressiva, sexy, irresistibile, implacabile boss molestatrice sessuale del suo assistente nello studio dentistico che dirige. Se la dottoressa sexy è sempre stata il sogno degli italiani, pare lo sia meno negli Stati Uniti, dove il tenero, ma compiacente e nemmeno tanto afflitto dai giochetti sessuali, subalterno della dentista Aniston progetta insieme ad altri due amici vessati dai rispettivi capi il delitto perfetto per eliminare i tiranni che li angustiano sul posto di lavoro. Sboccata, ninfomane out of limits, potenziale guru della lingerie per ogni spettatrice che si rispetti, la dottoressa Julia Harris è così volgare da risultare geniale: si fa trovare direttamente in topless sotto il camice e non esita a trasformare strumenti che solitamente sono di tortura per ogni paziente in provocanti sex toys.
La Diaz non è da meno nella commedia Bad Teacher, dov’è un’insegnante che offre il proprio personalissimo punto di vista su che cosa sia «l’attimo fuggente»: vorrebbe essere ovunque meno che in classe ed è alla ricerca di un ricco gonzo da sposare per farsi mantenere. Quando l’anno scolastico inizia, le sembra di averlo individuato in Justin Timberlake, qui un supplentino di origini imprenditoriali, e schifa la corte del palestrato collega di ginnastica per sedurre il futuro sposo a colpi di centimetri scoperti: «Non esistono tacchi troppo alti, felpe troppo strette, scollature troppo profonde per un’insegnante, non c’è niente che i ragazzi non abbiano già visto su Internet», è il suo, di grido di battaglia. E quando si accorge che per smuovere la preda ci vogliono gli attributi, decide di rifarsi le tette usando il bonus scolastico promesso al docente della classe migliore dell’anno.
«Sono Valentina Ristuccia e non sono per niente una brava ragazza le brave ragazze vanno in paradiso io voglio arrivare dappertutto», professava qualche anno fa in memoria di Mae West la teenager Nicoletta Romanoff in Ricordati di me di Gabriele Muccino. Ma alla fine a sedurre davvero gli uomini anche allora erano le mamme e nello specifico Monica Bellucci, che ci riusciva eccome. Può darsi che la riscossa delle quarantenni passi, secondo il grande schermo, per una nuova rivoluzione sessuale, in cui il romanticismo è bandito, morto un ex ci se ne fa subito un altro, è lei che decide come, dove e quanto e si punta a rimanere single così il mondo «diventa il tuo buffet personale». E se non funziona, la dottoressa Harris ha già la ricetta alternativa: «ieri sera mi sono masturbata così forte da rompermi un’unghia».