Ankara, avvocato ultrà islamico uccide giudice

È entrato al Consiglio di Stato senza subire controlli: la vittima si era opposta all’uso del velo

da Ankara

Ha sparato ben 10 pallottole, l'intero caricatore della sua pistola, al grido di «Allah è grande! Siamo i soldati di Allah!» colpendo cinque giudici, riuniti in un'aula del Consiglio di Stato di Ankara. Uno dei magistrati, ferito alla testa, è morto alcune ore dopo in ospedale. Il presidente della sezione, centrato allo stomaco e alla milza, sembra fuori pericolo, come gli altri tre, tra cui due donne. Quei giudici erano colpevoli agli occhi dello sparatore di avere sentenziato qualche settimana fa che un'insegnante non può portare il foulard islamico in testa non solo in classe, ma nemmeno nelle vicinanze dell'istituto dove insegna. L’assassino è un avvocato di 29 anni del foro di Istanbul, Alpaslan Aslan, noto per i suoi legami con gli ultranazionalisti «Lupi grigi», che da qualche tempo si sono avvicinati al fondamentalismo islamico. In quanto avvocato, Aslan ha superato senza controlli le postazioni di sicurezza dell'edificio del Consiglio di Stato. Sapeva dove trovare chi cercava. I nomi e le foto di quattro dei «giudici reprobi» erano persino stati pubblicati dal giornale fondamentalista Vakit, quasi ad indicarli come obbiettivi. Il legale ha fatto irruzione nell'aula dove quei giudici erano riuniti e li ha colpiti uno dopo l'altro. Il primo a essere ferito è stato il presidente della II sezione, Mustafa Birden, forse l'obbiettivo principale. Sembra che possa salvarsi. Niente da fare, invece, per Mustafa Yucel Ozbilgin: colpito alla testa, è morto nel pomeriggio dopo un disperato intervento chirurgico. Feriti anche altri tre giudici, tra cui due donne, una delle quali aveva votato contro in occasione della decisione sul velo islamico. Probabilmente Aslan l’ha ferita per errore.