«Ankara nell’Ue è un traguardo da raggiungere»

da Ankara

È un Prodi in versione addirittura più ecumenica di quella di Papa Ratzinger, quello che sbarca nella capitale turca per una visita di due giorni prima di prendere il volo per la Crimea dove vedrà Putin. Se Benedetto XVI aveva difeso il buon diritto della Turchia a fare ingresso nella Ue, il premier italiano si affanna a raccomandare «pazienza e costanza» all’ospite Rayyp Erdogan e ai giornalisti che - inevitabilmente - gli chiedono cosa pensi del grande freddo calato tra Bruxelles ed Ankara alla fine dello scorso anno.
Il Professore dispensa a iosa termini come «mediazione» e «flessibilità». Suggerisce «passi indietro» per farne poi «in avanti» e addirittura di «chiudere gli occhi» nei momenti più critici in nome di traguardi più importanti. E a chi gli fa notare che Sarkozy, autorevole candidato all’Eliseo, ha già detto che ribadirà il suo no all’ingresso turco in Europa, spiega tra il saputo e il consolatorio che non crede davvero possibile che il ministro degli Interni francese ostacolerà il cammino di Ankara se dovesse prevalere: «Le politiche dopo le elezioni sono sempre diverse dalle politiche prima delle elezioni. Per questo io dico di non credere ai sondaggi e ai discorsi elettorali, altrimenti il discorso è perso!».
Erdogan incassa non senza soddisfazione. Elogia l’alleato italiano che - dice - da anni si batte per l’ingresso del suo paese nella Ue e non si esime dal condannare «l’omicidio di Hrant Dink che nessuno può approvare e che colpisce in primo luogo proprio la democrazia turca».
Chiuso, con soddisfazione di entrambi i primi ministri, lo scottante capitolo europeo (con Prodi che concede alla tv turca una intervista in cui si raccomanda che i turchi usino maggiore «flessibilità» nella soluzione del problema cipriota), si passa alle questioni internazionali più impegnative. Prodi ringrazia il collega turco per la cooperazione offerta in Libano e per «il lavoro di pace che Ankara ha fatto e continua a fare in Medio Oriente» e si discute - senza fornire però informazioni - anche del tema caldo del nucleare iraniano. Infine i rapporti bilaterali - eccellenti da lungo tempo - vengono rafforzati da una paper strategy, un documento che i due firmano per incrementare la collaborazione in campo politico, economico e culturale.
All’interno di quest’ultimo pacchetto, l’annuncio dato da Erdogan che Turchia ed Italia collaboreranno per la creazione di un oleodotto per il trasporto di petrolio grezzo dalla Russia, in direzione dell’Europa. «Siamo diventati un corridoio energetico molto importante - ha osservato il primo ministro turco - e ora, dopo il progetto Blue Stream frutto di una collaborazione Italia-Russia-Turchia, si compirà un altro passo per dar vita ad una linea di gas naturale verso la Grecia e l’Italia. Mentre tra un mese o due inizieranno i lavori dell’oleodotto che convoglierà il petrolio grezzo verso l’Europa e al quale lavoreranno assieme l’Eni ed una compagnia petrolifera turca».