Anm: "E' a rischio il 50% dei processi" Alfano non ci sta: "Clamoroso abbaglio"

Il Guardasigilli <strong><a href="/interni/spataro_va_tv_e_attacca_processo_breve/23-11-2009/articolo-id=401079-page=0-comments=1">replica alle accuse di Spataro</a></strong>: &quot;Sia lui che l’Anm continuano ad attaccare quel dato (l'1% dei procedimenti prescritti con la legge) senza
fornire un’alternativa&quot;. La replica delle toghe: &quot;Troppo rosee le previsioni del governo. Nei capoluoghi pericoli per molte cause: dal 20 al 50%&quot;. Il ministro: &quot;Giocano con i numeri&quot;

Roma - Con il ddl sul processo breve sarà prescritto il 50% dei procedimenti pendenti a Roma, Bologna e Torino. Mentre a Firenze, Napoli e Palermo, l’estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti compresa tra il 20 e il 30%. La stima è stata fatta dall’Associazione nazionale magistrati. Con una replica puntuale al Guardasigilli, Angelino Alfano, che in giornata aveva ribadito che "con il ddl, al massimo, è a rischio l'1% dei procedimenti". E a sera, manda a dire alle toghe: "Non giochino con i numeri".

Le previsioni del sindacato delle toghe "Eccoli, i numeri che il ministro ritiene che l’Anm non possieda. Roma, Bologna e Torino oltre il 50%, Firenze, Napoli e Palermo tra il 20 ed il 30%". Queste, secondo l’Anm, le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del disegno di legge. La rilevazione, chiarisce il sindacato delle toghe, in una nota congiunta diffusa dal presidente Luca Palamara e dal segretario Giuseppe Cascini, è stata compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti: dati che, sottolinea l’Anm, "smentiscono clamorosamente le rosee previsioni" del ministro della Giustizia.

Replica del Guardasigilli "Ma stiamo scherzando?". Così commenta il ministro della Giustizia. Il Guardasigilli invita l’Anm a "non giocare con le parole e neanche con i numeri" e dunque a "chiarire bene i termini della questione. Se non precisa bene i termini della questione - aggiunge Alfano - credo che l’Anm sia incorsa in un clamoroso abbaglio: i procedimenti pendenti in Italia sono circa 3 milioni e 300 mila e il 50% fa oltre un milione e 600 mila. Appunto - conclude - un clamoroso abbaglio".

Prescrizioni, non possono smentirmi  Alfano ritiene che "sia Spataro che l’associazione nazionale dei magistrati non riescono a contraddirmi nel merito" a proposito del numero dei procedimenti penali che verrebbero prescritti se il disegno di legge sul processo breve venisse approvato. "Sia Spataro che l’Anm continuano ad attaccare quel dato senza fornire un’alternativa - dice il ministro a margine di un convegno in Bocconi - e questo fa premio della circostanza che non hanno un numero alternativo da offrire, cioè non riescono a contraddirmi nel merito". Alfano osserva che "taluni giornali hanno parlato di 600mila procedimenti che andrebbero prescritti, altri di 100mila. I magistrati, nonostante si tratti dell’Unità e di Repubblica, non prendono a fonte questi numeri perchè si rendono conto che sono fallaci".

Più risorse Alfano fa sapere che chiederà maggiori risorse nella Finanziaria per accelerare la riforma e "ridurre i tempi dei processi rispettando le esigenze dei cittadini. Ecco perché - ha detto Alfano oggi a Milano a margine di un convegno alla Bocconi - in Finanziaria chiederò maggiori risorse per la giustizia, sapendo di poter contare sulla disponibilità dell’intero governo, del Pdl, del presidente della Camera e di tutti coloro che credono nel funzionamento del sistema giustizia".

Le inchieste su Berlusconi "Nessuno è riuscito a rispondere alla domanda - prosegue Alfano - su come mai tutte le inchieste si siano concentrate su Berlusconi dal 1994 in poi, e non per fatti funzionali alla sua attività, ma dal 1994 a ritroso". "Il presidente del Consiglio dal 1936 al 1994, cioè da quando è nato a quando è entrato in politica, ha avuto una vita di grandi successi e di grande prestigio ed è stato il Cavaliere del Lavoro più giovane nella storia della Repubblica".

Le accuse di Spataro Ieri era stato il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ad aver parlato di paradosso a proposito dell’1 per cento dei processi che verrebbero estinti poiché questo significherebbe che il 99 per cento funziona perfettamente. Il procuratore aveva anche aggiunto che in questi giorni le procure di tutta Italia stanno proseguendo con i conteggi per capire quanti, dal loro punto di vista, sono i procedimenti cadrebbero in prescrizione se il testo di discussione venisse approvato.