ANN COULTER «Se solo i democratici potessero pensare»

Esce il nuovo libro della pasionaria repubblicana contro il pensiero liberal

«Quando li vedo diventare tutti rossi e sbavare, con le vene gonfie e pulsanti intorno agli occhi... Be’, solo allora mi sento davvero viva». Loro - quelli che schiumano di rabbia - sono politici o intellettuali della sinistra americana. Lei - quella che parla - è Ann Coulter, la polemista conservatrice che, nei talk show made in Usa, fa uscire dai gangheri gli interlocutori liberal e fa impennare gli indici d’ascolto. Con questa dichiarazione (che è al tempo stesso la sua precisa filosofia di vita e il segreto del suo successo) la Coulter apre il suo ultimo libro.
Irriverente come ogni suo editoriale o apparizione in tv, il volume ha per titolo If Democrats Had Any Brains, They’d Be Republicans, ovvero «Se i Democratici avessero un briciolo di cervello sarebbero Repubblicani». E, in effetti, i democratici sono il suo bersaglio preferito. Dice: «Capisci che stai facendo la cosa giusta quando hai ridotto orde di liberal ad una rabbia cieca e farfugliante». Ogni interlocutore di sinistra che esplode per causa sua è una medaglia da appuntarsi sul petto. E di medaglie di questo genere, Ann, 46 anni appena compiuti, ne ha collezionate parecchie negli ultimi dieci anni.
Velocissima di pensiero e di parola, la Coulter non ha timori reverenziali per nessuno. Per conquistare la platea e mettere nell’angolo i politicanti usa esempi semplici e i valori comuni dell’americano medio. Caratteristica che manda in brodo di giuggiole i conservatori. Proprio per questo, ad amarla sono più gli elettori che gli eletti del partito repubblicano. I professionisti della politica considerano la sua vis polemica, qualche volta, addirittura controproducente.
Per chi milita a sinistra, invece, la Coulter è un demone da abbattere. Internet pullula di caricature e insulti anche volgari. Spesso le sue battute più parossistiche vengono prese, isolate e la sua autrice sacrificata sull’altare del politicamente corretto.
Perciò, presentando la sua ultima fatica, la Coulter ha spiegato: «Invece di aspettare che la sinistra prendesse le mie frasi più irriverenti e le mettesse all’indice tirandole fuori dal contesto, ho deciso di tirarle fuori dal contesto da sola e ci ho fatto un libro».
Ed ecco qualche esempio. A proposito della grida della sinistra per il carcere di Guantanamo, la Coulter scrive: «Guardiamo il lato positivo: alla fine, finalmente, i democratici hanno trovato un gruppo di persone a Cuba che ritengono degne di essere salvate». O sul razzismo: «Con le loro leggi basate sulla razza, con le quote, con le leggi basate sul colore della pelle, i democratici condividono molte delle premesse del Ku Klux Klan. Il Klan vede il mondo in termini di razza e etnia. Anche i democratici».
Come accade di solito, la sinistra ha decretato: «La Coulter ha esagerato, sarà la fine della sua carriera». Questo genere di recensione è quel che la pasionaria della destra americana aspetta con ansia: ormai è quasi una questione scaramantica.
La miglior propaganda a cui possa aspirare, infatti, è proprio il livore che le viene gettato addosso. Più sputi politicamente corretti arrivano, più posti riesce a scalare nella classifica dei best seller del mitico New York Times. Più stroncature scrivono i soloni dell’analisi politica paludata, più aumenta l’assegno dei diritti d’autore che finisce nella borsetta della bionda conservatrice dalle gambe chilometriche.
C’è da scommetterci: il colpaccio riuscirà anche stavolta. Certo il libro non ha la forza dirompente di quelli dedicati alla famiglia Clinton alla fine degli anni 90 né il valore divulgativo di Treason, pubblicato in Italia da Mondadori col titolo Tradimento, rilettura del ruolo dei Democratici dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla Guerra Fredda. Però il libro è un veloce compendio del coulterismo: esilarante per i fan, irritante per i detrattori che ricominceranno a gridare allo scandalo. Ma tanto, a chi l’accusa di essere una pericolosa estremista irragionevole la Coulter ha già risposto: «Per quel che che mi riguarda, io ragiono come una moderata cittadina della strada. E tutti voi siete pazzi».