Anna e la piacevolezza della tradizione pugliese

nostro inviato a Martina Franca
Che piacevole Martina Franca, città al centro di un triangolo con ai suoi vertici Bari, Brindisi e Taranto, zona di trulli (tanti troppo carini e leziosi) e di storia, di olio e di vino, anche di verde e di colline in quella fetta di Puglia che più piace agli inglesi.
Parla inglese l’autrice di un libro appena uscito, An appetite for Puglia, Christine Smallwood che si è avvalsa della collaborazione del fotografo Eddie Jacob. In 240 pagine, acquistabili tramite il sito appetiteforpuglia.com, le donne e gli uomini che danno sapore e spessore a una regione che, così lunga e stretta tra mari e monti a nord e tra due mari a sud, presenta più volti.
Tra i protagonsiti del volume anche Anna Ancona che rimase fulminata dall’accesso a un ambiente che è sul retro di una bella chiesa a ridosso del centro storico. C’è un breve e angusto camminamento che sembra celare un tesoro. E così in fondo è perché Anna ricorda una mamma premurosa ma non assillante, una persona allegra e disincantata che cucina espresso senza credere e voler farti credere di avere inventato chissà cosa. La carta riflette l’imperativo della titolare: lavorare con quello che trova di fresco. Quindi una dozzina di proposte salate e un paio di dolci. Soprattutto niente mitragliata di antipasti come è uso in Puglia che quando sei arrivato all’ultimo sovente ti viene voglia di chiedere il conto.
Martina Franca è orgogliosa del suo capocollo che non manca, saporito e “cremoso” nel senso che nonostante sia tagliato alto non richiede una masticatura interminabile. Chiedete delle mozzarelle (per una volta buone pure in Puglia) e della ricotta, del tortino di melanzane e zucchine, della classica, sempre grande Minestra di fave con cicoria, dei Maltagliati di grano melanzane, pomodori e provola, dei Maritati con pomodoro fresco, cacioricotta e rughetta fino alle Costine d’agnello arrosto e al Bocconotto martinese. Una serata di gustoso relax.
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