Anna Maria Gallo

Meglio nota come s. Maria Francesca delle Cinque Piaghe e compatrona di Napoli (che ha una cinquantina di patroni, oltre a quello principale, s. Gennaro), nacque appunto a Napoli nel giorno dell'Annunciazione del 1715, quarta femmina. Il padre, commerciante di mercerie, avrebbe voluto finalmente un maschio ma dovette accontentarsi di quella figlioletta gracile e, per giunta, presto fissata con la religione. Anna Maria aveva diciassette anni quando il padre trovò chi se la prendesse: un bravo giovine, per giunta ricco. Ma quella non ne volle sapere. Allora furono mazzate, tutti i giorni. Lei si fece terziaria francescana ma il padre, che non aveva digerito il rifiuto, le impose di lavorare nell'azienda familiare e pagare l'affitto della stanza che occupava in casa. «La santarella», come ormai tutti la chiamavano, si mise sotto la direzione spirituale di s. Giovanni Giuseppe della Croce, francescano del ramo alcantarino, col nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Il padre arrivò a cacciarla di casa, per cui la santa si ridusse a vivere d'elemosina. Ma ormai in città tutti conoscevano le sue visioni, le sue estasi, le sue profezie, e in molti, anche di rango, venivano a chiederle consiglio e preghiere (tra questi, s. Francesco Saverio Maria Bianchi). Del resto, la sua nascita (e la specialissima «carriera») era stata predetta a sua madre da s. Francesco de Geronimo. Negli ultimi anni della sua vita, molti dovettero testimoniare che, alla comunione, l'ostia sfuggiva dalle dita del celebrante e, luminosa, andava a posarsi sulla lingua della santa. Che morì nel 1791. www.rinocammilleri.it