Anna Maria Rubatto

Nacque nel 1844 a Carmagnola, in provincia di Torino, penultima di otto figli. Orfana di padre a quattro anni e di madre a diciannove, non volle mai sposarsi, sebbene un giovane notaio fosse talmente innamorato di lei da farle la corte per anni. Nel 1863 la Rubatto si trasferì a Torino per stare vicino a una sorella sposata. Andò a lavorare come dama di compagnia e amministratrice in casa dell'anziana nobildonna Marianna Scoffone. Nel tempo libero visitava il Cottolengo, i malati della parrocchia e faceva il catechismo. Il risultato fu che, alla morte della Scoffone, la di lei eredità andò al Cottolengo. Nel 1882 fu in vacanza con la sorella nella ligure Loano, dove ogni mattina andava a messa nella chiesa dei cappuccini. Un giorno soccorse un giovane manovale ferito che lavorava nella costruzione vicina. Il nuovo edificio doveva ospitare una comunità religiosa femminile e i cappuccini chiesero proprio alla Rubatto se aveva voglia di farsene carico. Lei ci pensò un anno, poi accettò e nel 1885 vestì l'abito di superiora delle Suore Cappuccine, poi dette di Madre Rubatto. Preso il nome di madre Maria Francesca di Gesù, dopo le iniziali difficoltà aprì un orfanotrofio e, via via, altre case a Voltri, Sanremo, Genova. Dal 1892 in avanti, per sette volte dovette varcare l'oceano per aprire case missionarie in Uruguay e Argentina. Una missione fu aperta nella foresta brasiliana, a Porto Alegre, ma suore e frati vennero poi assassinati dagli indios. La Rubatto era in Italia e «sentì» la tragedia. Tornata a Montevideo nel 1902, si ammalò e non potè rientrare. Morì nel 1904.